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È valdinievolino il fisioterapista della Nazionale di calcio femminile

di Roberto Grazzini
È valdinievolino il fisioterapista della Nazionale di calcio femminile

Maurizio D’Angelo con le azzurre al Mondiale: «Adesso testa al Sudafrica»

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MONSUMMANO. Ad Auckland fa freddino, d’altronde in questa lontana parte di mondo è inverno.

Il termometro segna 10 gradi quando le azzurre di Milena Bertolini terminano la seduta di allenamento all’indomani della pesante cinquina per mano della Svezia, nella seconda giornata dei mondiali femminili di calcio che si disputano in collaborazione fra Australia e Nuova Zelanda.

Dopo l’esordio vittorioso contro l’Argentina, l’Italia adesso non deve fallire la sfida contro il Sudafrica (1 punto in due gare) . Senza addentrarci nelle varie combinazioni di risultati, diciamo che se la nostra nazionale vince passa il turno, lascia la Nuova Zelanda e vola a Melbourne, città dove la “colonia” italiana è folta e molto legata al tricolore.

Dunque il diktat è fare tesoro della lezione scandinava e ritrovare la migliore condizione mentale e fisica. Per quanto riguarda l’aspetto atletico la palla passa ai preparatori mentre lo staff sanitario dovrà rimettere in sesto le atlete acciaccate.

E qui entra in gioco Maurizio D’Angelo, 57 primavere, apprezzato e preparato fisioterapista monsummanese di nascita ma montecatinese d’adozione. Uomo di spogliatoio, presenza disponibile, sorridente e mai invasiva, con quell’umiltà tipica di chi ha fatto tanta gavetta e sa mettere in pratica il notevole bagaglio di esperienza Maurizio ha iniziato il suo lungo e gratificante percorso professionale curando muscoli e articolazioni al seguito del settore giovanile della Polisportiva Margine Coperta.

È sui campi del centro “Renzo Brizzi” che si fa le ossa e perfeziona il mestiere. Poi nel 2003, senza farsi troppe aspettative compila la domanda per entrare nello staff medico-sanitario delle nazionali azzurre di calcio. Tale domanda invece viene accolta, per la gioia del diretto interessato, il quale conti alla mano, festeggia proprio in questi giorni in Oceania la ventesima stagione consecutiva al servizio delle formazioni maschili (vedi il mondiale in Sudafrica) e femminili azzurre.

«Dopo aver attraversato gran parte del globo acquifero – esordisce fra il serio e faceto Maurizio D’Angelo – mi dispiacerebbe non poco tornare subito a casa. Lasciare le temperature elevate dell’Italia sicuramente ha fatto bene al gruppo, ma allo stesso tempo qualcuna deve ancora smaltire del tutto il jet- lag (ben dieci le ore di differenza sul fuso orario, nda). Sinceramente non l’ho mai accusato o forse ci sono abituato, ma tanto non devo giocare. Con Milena c’è un ottimo rapporto consolidato nel tempo e su questo Mondiale resto fiducioso».

Maurizio da marzo ha trasferito la sede del suo studio “Salus” da Traversagna a Borgo a Buggiano, dove la moglie Claudia continua a trascrivere gli appuntamenti in attesa degli eventi. Fra poco potranno contare sull’apporto del primogenito Emanuele, che si sta laureando in Spagna in Scienze Motorie.

E non troppo lontano dal conseguimento della laurea, con altro indirizzo, c’è pure la figlia Aurora. «Sono belle soddisfazioni – ammette aggiustandosi il cappellino di lana Maurizio – ma ora pensiamo al Sudafrica».

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