Il dolore
Montecatini, undici spacciatori in manette: sequestrati 100 chili di droga
Quattro di loro sono residenti tra la Valdinievole e Pistoia
Montecatini La Valdinievole ancora una volta al centro di una operazione antidroga - coordinata dalla Procura di Massa Carrara ed eseguita dalla squadra narcotici della polizia apuana con il supporto dei colleghi di Montecatini, Pistoia, Carrara e La Spezia, con l’utilizzo dell’elicottero del reparto volo fiorentino - che ha portato all’esecuzione di undici misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti uomini fra i 20 e i 50 anni, tutti con precedenti, di origine magrebina, balcanica e italiana. L’attività ha portato al sequestro di 100 chili tra cocaina, hashish e marjiuana, oltre ad armi e munizioni.
Gli arrestati
Tre sono residenti in Valdinievole: gli albanesi Brikeno Lazri e Valter Baha, 28 e 26 anni, il primo a Montecatini e il secondo a Ponte Buggianese, l’italiano Enrico Russo, 55 anni, residente a Pieve a Nievole. Il 43enne albanese Alfred Peraj risulta invece domiciliato a Pistoia. Gli altri finiti in cella, tre abitano a Massa (il marocchino Abderrahim Jarmouni, l’albanese Arlind Haberi e l’italiano Agostino Bianchi), altri tre sono in Italia senza fissa dimora (i marocchini Azzedine e Tarik Jarmouni e l’albanese Klaudio Caca), un altro è residente a Vezzano Ligure (Ergys Brunga, anche lui albanese) e un altro ancora a Fucecchio (l’albanese Tauland Kajmaku).
L’origine dell’indagine
L’operazione “Smugglers” (contrabbandieri) trae origine da numerosi controlli effettuati dai poliziotti nella zona collinare di Massa. In particolare il sequestro, nell’aprile del 2022, di oltre 40 grammi di cocaina avvolti in un involucro di cellophane occultato tra le radici di un albero in una zona boschiva nella località di Bergiola. Da lì è partita l’indagine con servizi mirati, gps, intercettazioni telefoniche, videosorveglianza installata nei luoghi di occultamento della sostanza stupefacente.
Il capanno in Padule
A Valter Baha, residente a Ponte Buggianese, per esempio, sono stati sequestrati oltre 80 chili di hashish e marijuana, divisi in panetti e contenuti in sei borsoni, rinvenuti dagli agenti il 22 agosto scorso all’interno di un capanno agricolo nella zona del Padule di Fucecchio. Lazri e Russo, insieme a Brunga e Caca, erano invece deputati al trasporto e alla consegna al cliente della droga, e detenevano ai fini dello spaccio un borsone contenente oltre 10 chili sempre di hashish e marijuana. Peraj, invece, è stato beccato durante la perquisizione domiciliare a Pistoia con tre grossi involucri contenenti cocaina.
I ruoli nella banda
Secondo chi indaga, Lazri era deputato al trasporto della droga verso le piazza di spaccio tra Toscana e Liguria, dalla riviera Apuana e dalla Versilia, fino all’entroterra pisano, pistoiese e fiorentino. Baha, invece, all’interno della banda sarebbe stato quello deputato alla gestione del “magazzino” della droga, appunto il capanno in Padule, a Ponte Buggianese. Sul conto invece di Enrico Russo, definito dagli uomini della questura come un pregiudicato di vecchia data, ci sono filmati, intercettazione e anche un controllo a un posto di blocco in Liguria, che lo fanno ritenere uno di quelli della banda addetti al trasporto dello stupefacente ai fini di spaccio.
I sequestri
Nel corso dell’indagine sono state sequestrate anche diverse quantità di stupefacente destinate al mercato della droga dalla banda di malviventi, con il recupero di quasi 100 chili di sostanza stupefacente tra cocaina, hashish e marijuana, materiale di ottima produzione e con elevata concentrazione di principi attivi. Al momento degli arresti sono scattate anche le perquisizioni. Sono state trovate in possesso di alcuni degli arrestati (e debitamente sequestrati), oltre allo stupefacente anche armi e munizioni, provento di furti in abitazioni e immesse nel circuito del mercato ‘nero’ da cui si rifornivano i criminali per gli scopi illeciti. Notevolissimo il flusso di denaro intercettato e ricostruito dagli investigatori ammontante a diverse centinaia di migliaia di euro.
Modalità di spaccio
Singolari anche i metodi di distribuzione dello stupefacente, con rifornimento direttamente a domicilio per clienti di un certo livello, fino allo spaccio per strada, senza nemmeno le dovute e necessarie precauzioni che invece erano state utilizzate per proteggere i corrieri nei viaggi dalla Liguria alla Toscana. Particolari accortezze nei metodi di occultamento dei carichi di droga in doppifondi di auto o in luoghi difficilmente accessibili in caso di controlli, per eludere anche l’eventuale impiego di unità cinofile specializzate nella ricerca della droga. l
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