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Pescia, il caso del consigliere Aversa. «Primo per voti ma fuori dalla giunta»

di Lorenzo Carducci
Pescia, il caso del consigliere Aversa. «Primo per voti ma fuori dalla giunta»<br>

Il capolista: «Colpo basso». Il sindaco: «Valorizzeremo le energie di tutti»

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PESCIA. Dopo il sindaco uscente Oreste Giurlani, 367 voti presi alle recenti elezioni amministrative di Pescia, Maurizio Aversa – capolista di “Pescia è di tutti” – è stato il secondo consigliere più votato dei 246 candidati e il primo della coalizione vincente a sostegno del nuovo sindaco Riccardo Franchi, raccogliendo 138 preferenze. Ma nonostante questo risultato, il carabiniere 54enne (attualmente vicecomandante della stazione di Prato) con alle spalle l’esperienza da assessore a Villa Basilica, non ha ricevuto nessun incarico in giunta.

Una scelta non compresa dallo stesso Aversa, che nell’ultima seduta del consiglio comunale ha esposto la propria versione e chiesto lumi al sindaco Riccardo Franchi, dicendosi «obbligato a dare risposte a tutti coloro che nell’urna mi hanno dato la preferenza e mi chiedono perché oggi non rivesto incarichi di governo nella giunta che ho contribuito, in maniera ritengo importante, a far prevalere alle elezioni» portando due seggi alla propria lista. E così di seguito: «Molti non hanno mancato di dirmi che hanno votato questa parte politica non perché ad essa appartenenti ideologicamente, ma perché credevano nella mia persona. Così mi sono subito messo a disposizione del sindaco per una carica ma da lui e dal partito ho ottenuto, dopo una immediata manifestazione di disponibilità, un successivo graduale e farsesco dissenso fino alla attualità che mi vede, da primo eletto, primo dei non assessori».

Questo, rivendica il consigliere, nonostante il sì, dopo una breve riflessione, alla richiesta di Franchi – a lui come agli altri papabili assessori – di andare in aspettativa dal lavoro, in seguito alla quale «avrei tratto un’importantissima diminuzione delle mie entrate» dice Aversa. E allora qual è il motivo per cui non ha ricevuto un incarico? «Mi sono giunte scomposte voci – dice – poi è stato il sindaco, sua mia sollecitazione, a dirmi che non potevo essere assessore perché avevo ricevuto una condanna. Questo è stato il colpo più basso che potessi ricevere. Appena fui contattato per essere candidato nella lista civica, feci presente che ero incorso in una modesta condanna in sede militare, per fatti all’interno del luogo di lavoro dove prestavo servizio e dove fui accusato da due colleghi che nutrivano forti gelosie professionali di comportamenti commendevoli nei loro confronti».

«Prima delle elezioni ero ritenuto idoneo a far parte della lista e portare voti al suo partito – la chiosa di Aversa rivolta al sindaco, a cui contesta la mancanza di trasparenza e di rispetto della volontà dei cittadini – mentre una volta raggiunto il risultatola mia colpa è quella di aver preso troppi voti?». Nessuna risposta però è arrivata in tempo reale, complice la frenesia del consiglio. Il dibattito politico cittadino, però, ha tutt’altro che ignorato la vicenda. Da noi contattato, il sindaco puntualizza: «Ho avuto modo in più incontri di esplicitare a tutti i consiglieri i criteri che avrei seguito per la formazione della giunta e che erano stati condivisi con i rispettivi rappresentanti delle liste. In questo mandato avremo modo di valorizzare le competenze ed energie di tutti i componenti del consiglio comunale».

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