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Lutto in comunità

Pescia in lutto per Aldo Bartolini storico fondatore della Baracchina

“Ciao Aldo” c’è scritto sulla lavagnetta fuori dalla gelateria
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“Ciao Aldo” c’è scritto sulla lavagnetta fuori dalla gelateria

L’ex commerciante se ne è andato a 88 anni, aveva aperto la gelateria nel 1978

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PESCIA.  Se n’è andato a 88 primavere Aldo Bartolini, storico gelataio di Pescia, che nell’ormai lontano 1978 fondò la Baracchina affacciata sul lungofiume, diventata negli anni un simbolo e punto di ritrovo noto in tutta la Valdinievole.

A quel tempo però si trattò di una scommessa bella e buona, per non dire di una sorta di azzardo. Il lungofiume Pescia non era infatti luogo di ritrovo come lo è adesso e tutta l’area non era stata sottoposta alle varie trasformazioni urbanistiche che oggi l’hanno resa estremamente gradevole. A quel tempo, la città non aveva ancora conosciuto l’espansione lungo viale Garibaldi, e la zona al di là dell’Archivio di stato era considerata di estrema periferia.

Eppure Aldo, pur avendo visionato altri luoghi dove impiantare la sua attività, scelse invece proprio quell’angolo di città, lungo l’argine della Pescia che, 45 anni fa, era decisamente meno attrattivo di oggi. Per far decollare la sua attività, si affidò in primo luogo alla sua abilità di artigiano, eccellendo nei classici gusti del gelato artigianale ma proponendone anche di nuovi, soprattutto nel periodo estivo grazie alla frutta di stagione.

In pochi anni, il gelato della Baracchina acquisì una fama che travalicò anche i confini cittadini, riuscendo a convogliare verso il piccolo chiosco, che con gli anni cresceva e si modernizzava, gran parte del pubblico che in precedenza si recava solo nei bar e nelle gelaterie del centro storico. Contemporaneamente Aldo, aiutato in questo anche da sua moglie Maria Pia, si lanciò in un’opera di riqualificazione di tutta l’ area dove sorgeva la sua attività, sognando in grande anche per entrambe le rive della Pescia.

Da sempre precursore di mode e tendenze, Bartolini immaginava già negli anni Ottanta un grande parco fluviale in cui, attività come la sua, avrebbero costituito una sorta di fiore all’occhiello per attirare i pesciatini e non solo. Per meglio valorizzare l’area presa in concessione per la sua attività, il gelataio-imprenditore non esitò ad abbellirla con tavolini e ombrelloni, facendone un ritrovo frequentato sia d’estate, quando il gelato "tira di più" e il lungofiume è luogo più fresco di altrove, che d’inverno, quando il posto dei coni e delle coppette viene preso dai caffè e dalle cioccolate calde.

Fieramente pesciatino, Aldo Bartolini abitava nei pressi di piazza Venti Settembre, proprio a due passi da quel chiosco che l’ha reso famoso. Anni addietro, quando il peso degli anni iniziava a essere un fardello ormai importante, Aldo decise di passare il timone al figlio Stefano che, tutt’oggi, gestisce questa fiorente attività che, d’estate, offre lavoro anche a diversi giovani del luogo. Per sua volontà, non si terrà alcuna cerimonia funebre, né religiosa né civile. Ieri, intanto, la Baracchina è rimasta chiusa e, davanti all’ingresso, su una lavagna usata abitualmente per scrivere i vari gusti di gelato proposti alla clientela, campeggiava la seguente scritta: " Ciao, Aldo", con sotto un grande cuore a simboleggiare il grande amore che, tutti, famiglia e clienti, la comunità di Pescia, provavano per questo gelataio-pioniere, che ha fatto scuola.

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