Il dolore
Valdinievole, sequestrate 140 tonnellate di sottoli con etichette false
Prodotti in Ungheria e Olanda ma venduti come italiani
MONTECATINI. Sono 140 le tonnellate di sottoli, sottaceti e verdure in salamoia sequestrate dagli uomini del gruppo pronto impiego della guardia di finanza di Torino in una storica industria alimentare del "distretto delle conserve", che comprende i comuni di Monsummano, Larciano e Lamporecchio.
Pur riportando segni che richiamavano una loro inequivocabile origine italiana, come il tricolore o lo stivale, i prodotti provenivano in realtà da Spagna, Ungheria e Olanda. Si tratta di funghi, olive e vari tipi di verdure già inscatolate o confezionate nei tradizionali contenitori di vetro, a cui mancava solo l'apposizione dell'etichetta. Se immessa sul mercato, la merce avrebbe avuto un valore oscillante sui 4 milioni di euro. L'operazione, coordinata dalla procura della repubblica di Torino, è stata portata a termine da un nucleo di 7 uomini del gruppo pronto impiego della guardia di finanza del capoluogo piemontese, che hanno altresì provveduto alla denuncia di due imprenditori responsabili a vario titolo dell'azienda. Per loro è scattata la denuncia per frode in commercio e vendita di prodotti con indicazioni mendaci.
Nell'ambito dell'operazione, sono state cautelate 3 linee industriali utilizzate per il confezionamento di questi prodotti. L'indagine della procura torinese è nata in seguito ad alcuni controlli di routine che gli uomini della guardia di finanza svolgono, a Torino e nella sua provincia, nei negozi, nei mercati rionali e nei punti vendita della grande distribuzione, come afferma il tenente colonnello della guardia di finanza Giovanni Lupi: «Alcune verifiche su prodotti ritenuti sospetti ci hanno indotto a verificarne l'intera filiera produttiva che, alla fine, non è risultata conforme a quanto recitavano le etichettature. Questa attività di indagine ci ha condotto al grande deposito situato in provincia di Pistoia, dove abbiamo tuttavia appurato che un 2% circa della merce presenta indicazioni di provenienza non conformi all'effettiva origine dei prodotti. L'attività investigativa è adesso in pieno svolgimento ma devo comunque ravvisare che da parte della proprietà c'è stata la massima collaborazione nei nostri confronti».
Alcuni campioni di merce sottoposta a sequestro verranno in seguito analizzati, per verificarne l'idoneità alimentare. Su questo aspetto il tenente colonnello Lupi puntualizza: «La nostra operazione ha avuto come raggio d'azione la tutela dei consumatori da marchi e indicazioni fasulle. Con ogni probabilità, la merce non dovrebbe costituire un pericolo per la salute ma il fatto che portasse un'indicazione di produzione mendace costituisce di per sé un reato perché ciò da origine a illeciti guadagni».
Il modus operandi dell'organizzazione prevedeva che la merce, prodotta e confezionata in uno stabilimento al di fuori dai confini nazionali, viaggiasse fino al deposito in provincia di Pistoia. Qua avveniva la fase dell'etichettatura e l’immissione in commercio, preferibilmente, attraverso i canali della grande distribuzione. Nell'ambito dell'operazione, la finanza hanno anche posto sotto sequestro moltissime etichette, pronte da essere apposte sulle confezioni.
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