Il Tirreno

Montecatini

Il lutto

Montecatini, muore a 55 anni maître e volontario

Stefano Biondi in tenuta sportiva
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Stefano Biondi in tenuta sportiva

Stefano era uno dei professionisti dell’accoglienza più conosciuti della città termale

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MONTECATINI.  È morto a 55 anni, stroncato da una malattia contro cui combatteva da un anno e mezzo circa, Stefano Biondi, conosciutissimo maître dell’hotel Tamerici & Principe di Piemonte. Abitava in via Confittori nella parte collinare del comune di Massa e Cozzile, lascia i genitori, una figlia e la compagna che oggi, alle 11, accompagneranno la salma al funerale che si terrà a Margine Coperta nella chiesa di Santa Rita.

Stefano era uno dei professionisti dell’accoglienza più conosciuti di Montecatini e da tempo lavorava nel prestigioso hotel di viale 4 Novembre. Tuttavia, Stefano era forse ancora più conosciuto per le sue opere di solidarietà che, più di una volta, lo hanno fatto balzare agli onori delle cronache. Grandissimo appassionato di ciclismo e di ciclo turismo, insieme al suo amico fraterno Riccardo Bonelli, Stefano aveva più volte compiuto grandi percorsi in sella alla sua bicicletta per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’operato delle associazioni benefiche del nostro territorio. Di lui, traccia un ricordo Catia Pippi che, con la onlus “Amici di Erika”, perpetua la memoria della figlia Erika Galligani: «Nel febbraio del 2022 Stefano e Riccardo si resero protagonisti di una pedalata dal ciclodromo di ponte Buggianese fino a Monteriggioni, lo splendido borgo cinto di mura a pochi chilometri a nord di Siena. Questa loro impresa sportiva fu fatta per attirare i riflettori mediatici sui risultati della nostra associazione. Insieme Stefano e Riccardo costituivano un binomio di grandissima umanità. Purtroppo, proprio nella primavera del 2022, Stefano iniziò ad accusare alcuni malesseri, che poi furono tradotti nell’infausta diagnosi che ne ha determinato la morte». Sempre pronto ad aiutare gli altri, Stefano viene così ricordato dal suo compagno di pedalate Riccardo: «La sua umanità traspariva sia nel luogo di lavoro che nella sua passione sportiva. Quando venivamo contattati da qualche associazione che ci chiedeva se potevamo reclamizzare le loro azioni pedalando, Stefano non si tirava mai indietro. Era una persona buona che ha mantenuto la sua gentilezza e il suo ottimismo fino alla fine».
 

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