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La protesta

Montecatini, la sfogo di una commerciante: «Dolori terribili per un’ernia ma l’intervento a fine anno»

di Simona Peselli
Montecatini, la sfogo di una commerciante: «Dolori terribili per un’ernia ma l’intervento a fine anno»

Michela Caruso della pasticceria Sweet: «Non dormo più dal dolore e piango tutto il giorno. Operarmi a pagamento? Costi enormi»

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MONTECATINI. «Non dormo più dal dolore e piango tutto il giorno, ma non mi operano subito se non pago». Lo sfogo arriva da Michela Caruso, 50 anni, titolare della pasticceria Sweet di Montecatini Terme e presidente Unim della Confesercenti Pistoia. «Ho un’ernia del disco da gennaio 2022 – racconta la donna -. Soffro di mal di schiena fortissimo. Mi sono fatta la risonanza che ha rilevato la presenza di un’ernia. Mi hanno visitato alcuni neurochirurghi e specialisti. All’inizio mi hanno assicurato che con le giuste cure abbinate agli antidolorifici la situazione si sarebbe risolta. Invece la mia sofferenza è proseguita».

A dicembre del 2022 la situazione si è aggravata. «Così ho fatto un’altra risonanza a pagamento, perché attraverso l’Asl i tempi erano lunghissimi – continua – È emerso che questa ernia si trova in una posizione molto brutta e mi sta lesionando il nervo sciatico. Capisco che il mio non è un caso da pericolo di vita. Ma si tratta di un dolore talmente atroce da compromettermi la vita di tutti i giorni e da modificare il mio comportamento».

«La notte non riesco a dormire, cammino male. Non riesco a svolgere il mio lavoro come vorrei – prosegue Michela Caruso -. A febbraio scorso ho fissato l’appuntamento con il primario del Cto di Firenze che mi è stato dato per il 17 di agosto. Nel frattempo per un altro problema ho subito un intervento all’utero a Pisa. Ma dal momento che questo atroce dolore alla schiena non passava e non sono riuscita ad attendere il 17 agosto. Mi sono rivolta all’ospedale di Torino, il primario mi ha confermato la necessità urgente dell’operazione, ma nel contempo mi ha spiegato che fino a settembre, ottobre non è possibile. E siccome il dolore non mi fa vivere ho deciso di recarmi da un altro dottore. Ho provato a fare la terapia del dolore, che non è servita a nulla. Ieri ho fatto l’ennesima visita in Toscana. Il dottore mi ha detto che la mia situazione è seria, perché il nervo sciatico si sta lesionando e rischio una paralisi alla gamba. La mia ernia va tolta il prima possibile, perché sta lesionando anche un’altra vertebra. Ma i tempi tecnici sono dai 6 agli 8 mesi di lista d’attesa». Pagando i tempi sono diversi. «La soluzione – esclama – è quella di pagare dai 16mila euro in poi, in questo caso l’intervento sarà immediato. Ma io non sono assicurata, e dovrei pagare di tasca mia. Altrimenti con l’intramoenia mettendo la metà mi operano entro fine mese. Mi rifiuto, nonostante i dolori atroci e la sofferenza, di pagare un euro. Perché non è giusto. Io che sono una partita Iva non sono tutelata in alcuna maniera. Per fare una risonanza urgente l’Asl ha le prenotazioni chiuse. A pagamento venerdì mattina c’è posto. Io tutte le tasse le pago. Perché non devo essere tutelata. Perché devo attendere tutto questo tempo se secondo il loro parere medico è urgente. Non va bene».


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