Il dolore
Annegato in mare, ipotesi omicidio colposo
La Procura ha disposto l’autopsia sulla salma di Giorgio Mazzotti, il 48enne ospite della comunità di Macchino a Massa e Cozzile morto domenica 2 luglio alla foce del Serchio. Al vaglio la posizione degli accompagnatori
Vecchiano La Procura ha disposto l’autopsia su Giorgio Mazzotti, il 48enne fiorentino annegato domenica mattina alla foce del Serchio dopo essere uscito in mare con amici e accompagnatori della comunità di Macchino a Massa Cozzile, dove era ospite.
Lo ha deciso il sostituto procuratore Aldo Mantovani che per l’altra vittima, Michal Kowalczyk, 39 anni, polacco, ha dato il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia.
Pur essendo entrati in acqua in momenti distinti, dopo essere arrivati nella “penisola dei gabbiani”, e aver vissuto la stessa tragedia in mare, a livello giudiziario le posizioni del turista e di Mazzotti divergono. Il 48enne era in compagnia di alcuni educatore della comunità della Valdinievole che, per legge, lo avevano in custodia. E da un punto di vista giuridico nei loro confronti scatta una posizione di garanzia rispetto alla tutela dell’assistito su cui dovevano vigilare. Un’ipotesi di omicidio colposo come base di partenza in un’indagine che vedrà stamani assegnare al professor Marco Di Paolo l’incarico per effettuare l’autopsia. Un passaggio tecnico necessario per valutare le posizioni degli educatori.
La dinamica dell’episodio è stata ricostruita dalla polizia municipale di San Giuliano, territorio dove è stato trovato il corpo, e dalla polizia di Stato. Mazzotti con altre quattro persone si è tuffato intorno alle 12,30. Alle prime difficoltà in tre sono riusciti a tornare a riva, un quarto è stato soccorso da una motovedetta della Capitaneria di Viareggio. Per il 48enne invece non c’è stato niente da fare. La salma è stata spinta dalle correnti a sud della foce del Serchio.
Il sindaco di San Giuliano Massimiliano Angori ha seguito domenica le operazioni di recupero e gli accertamenti delle forze dell’ordine. «Ci sono cartelli in più lingue su cui c’è scritto chiaramente che la balneazione è vietata e che la spiaggia non ha sorveglianza per i bagnanti» ha ripetuto anche ieri. l
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