Gioco
Monsummano, alla basilica l’addio all’avvocato Casciani. «Un maestro che ha onorato la toga»
Scomparso a 88 anni, il funerale del noto penalista mercoledì 5 luglio alla Fontenova
MONSUMMANO. «Purtroppo se ne è andato un maestro, io ho avuto l’onore di stargli a fianco fino all’ultimo. Lascia un grande vuoto». Così il collega di studio Lorenzo Satti ricorda l’avvocato Claudio Casciani, decano dei penalisti pistoiesi e cassazionista da fine anni Settanta, scomparso domenica a 88 anni, sessanta dei quali passati tra le aule dei tribunali (si era iscritto all’albo il 10 maggio del 1962). Pievarino di nascita, aveva nel cuore Monsummano (dove abitava e dove aveva lo studio in piazza Martini, aperto negli anni ’80 con il fratello Mauro, civilista, scomparso una decina di anni fa) e Castiglione della Pescaia, dove aveva passato gli anni giovanili e dove aveva una casa.
Da ieri la salma di Casciani è esposta alle cappelle della Pubblica Assistenza di Monsummano, domani alle 11 il funerale alla basilica della Fontenova, in piazza Giusti. Lascia la moglie Zina e tre figli, Fabio (avvocato che porta avanti lo studio avviato dal padre), Andrea e Carlo, numerosi nipoti e pronipoti.
«Aveva la difesa del suo assistito come primo obiettivo da raggiungere, era tenace nell’individuare una falla, il punto del processo sul quale concentrare il lavoro – dice ancora Satti – aveva grande intuito e capacità di risolvere i problemi che si presentavano, e questo faceva la differenza. Un avvocato che nasce ogni 100 anni».
Appena due mesi fa aveva partecipato alla sua ultima udienza in tribunale a Roma, accompagnando Satti in aula. Nei primi anni Novanta si fece promotore di ricostituire la Camera penale pistoiese, ne è stato presidente dal 1996 al 2002. Nella sua vita anche l’impegno politico, è stato consigliere capogruppo del centrosinistra a Monsummano e alle ultime elezioni ha sostenuto l’ex luogotenente dei carabinieri Giuseppe Mignano e le liste civiche “Ci Siamo”.
Anche la presidente dell’Ordine degli avvocati di Pistoia, Cecilia Turco, lo ricorda (stamani nell’aula Signorelli del tribunale di Pistoia è previsto un momento di commemorazione): «Se ne va un pezzo della storia dell'avvocatura pistoiese e toscana. Un maestro per generazioni di avvocati. Un uomo che ha fatto della professione la ragione della sua vita unitamente all'impegno civile. Un penalista che ha affrontato i più importanti processi che si sono svolti nel nostro territorio coniugando la profonda conoscenza del diritto con il talento naturale che lo ha sempre caratterizzato per la intelligenza raffinata, la solida cultura, la conoscenza dell'animo umano. Stimato e rispettato da tutti, ascoltato dalla magistratura, non più tardi di sei mesi fa aveva ricevuto la medaglia alla carriera per i 60 anni di professione. La sua lunga storia professionale è stata caratterizzata da un impegno convinto per l'affermazione dei valori costituzionali della difesa, del giusto processo, della civiltà giuridica. Un testimone indiscusso, un esempio di grande avvocato che ha onorato la toga».
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