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Il caso

Montecatini, Terme: udienza tra dieci giorni. Verso il via libera al concordato

di David Meccoli
Montecatini, Terme: udienza tra dieci giorni. Verso il via libera al concordato

I giudici fallimentari verificheranno il voto e pubblicheranno la sentenza

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MONTECATINI. È martedì 11 luglio la data da segnare con un circoletto rosso sul calendario di ogni montecatinese innamorato delle proprie terme. È infatti in tale giorno che le parti in “causa” (società e principali creditori) sono state convocate in Tribunale a Pistoia (sezione fallimentare) per tentare di trovare una via d’uscita a una situazione che altrimenti porterebbe dritta alla liquidazione giudiziale della principale azienda della nostra città (in pratica al fallimento e ai libri in tribunale).

Ma con ogni probabilità la “sentenza” da parte del collegio giudicante sarà emessa solo dopo alcuni ulteriori giorni, quando sarà quindi passato circa un mese e mezzo dalla chiusura delle operazioni di voto che avevano visto - tra fine maggio e inizio giugno - una larga maggioranza dei creditori esprimersi per il via libera al piano di concordato in continuità per la società. I sì dei creditori erano stati infatti l’82,14 per cento del totale, i no solo lo 0,97% (uno solo il voto contrario, quello dell’ex amministratrice unica Paola Paganelli in causa con le Terme per un emolumento di 600mila euro a parer suo mai versato per i servigi resi). E ai “no” sono stati assimilati anche, come previsto della normativa in vigore, il mancato voto da parte del 16,89% degli aventi diritto.

La liquidazione poteva essere evitata - così come l’interruzione della continuità aziendale - virando subito verso un concordato, ma sarebbe servita - come prevede la normativa - la maggioranza dei voti dei creditori e la totalità delle classi in cui questi sono stati divisi. Il problema è che dalle “urne” è emerso che solo 18 classi su 20 si sono espresse in favore del concordato. Si è dovuto pertanto ricorrere a ulteriori verifiche tecniche sulla fattibilità del piano.

Ed è proprio di questo che si discuterà l’11 luglio in camera di consiglio a Pistoia. Saranno verificati i voti e altre condizioni e - come detto - solo in seguito il giudice si esprimerà circa la positiva chiusura dell’omologa al piano di concordato in continuità, oppure sull’apertura di una liquidazione giudiziale. La procedura va avanti quindi ad “andamento lento” ormai dallo scorso agosto, quando una istanza di fallimento era stata presentata dal pool di banche creditrici (guidate dalla Bnl) e dal collegio dei revisori dei conti (il passivo concordatario della società ammonta a quasi 47 milioni di euro, 27 milioni di debiti verso le banche).

Ma dalla Palazzina Consulenti (la sede della società ha traslocato da qualche mese dalla storica sede nella Palazzina Regia) si vede comunque il bicchiere mezzo pieno. Già all’indomani dell’esito delle votazioni il legale delle Terme Enrico Panelli ci aveva detto che «le condizioni necessarie a sbloccare positivamente la situazione apparentemente sussistono tutte, ma sarà comunque il Tribunale a verificarle». E man mano che sono andati avanti i giorni l’ottimismo non ha fatto che aumentare.

L’11 luglio di 41 anni fa l’Italia di Bearzot si laureava campione del mondo in Spagna, dominando tutta la fase finale del Mundial. Alle Terme basterebbe una vittoria a “tavolino” per cavarsela e provare in qualche modo a ripartire.

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