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Pieve a Nievole, «falciata e poi lasciata nei greti»: protesta dei residenti per l’erba

Pieve a Nievole, «falciata e poi lasciata nei greti»: protesta dei residenti per l’erba

Il Consorzio di bonifica: «Non possiamo gestirla liberamente»

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PIEVE A NIEVOLE. Proteste per gli sfalci nell’incontro con il Comune di Pieve a Nievole e il Consorzio di bonifica 4 medio Valdarno organizzato per illustrare gli interventi che vengono fatti. In alcuni momenti, le domande del folto pubblico presente hanno letteralmente incalzato il presidente del consorzio medio Valdarno Maurizio Ventavoli, che ha tenuto comunque a sottolineare l’importanza del ruolo svolto dai consorzi di bonifica per ciò che riguarda gli aspetti manutentivi dei corsi d’acqua e la realizzazione di nuove opere di sicurezza idraulica.

L’ “osservato speciale”, non solo dal consorzio ma anche dal Comune e dalla cittadinanza, è senz’altro il torrente Nievole. Sul suo stato di salute idraulica, e anche su quello degli altri corsi d’acqua che solcano il territorio comunale, è intervenuto proprio Maurizio Ventavoli. «La Nievole - ha detto - è un corso d’acqua con argini sani, costruiti con raziocinio nei tempi passati, utilizzando in alcuni casi la tecnica dei muri a secco. Ora, dobbiamo premettere che in caso di precipitazioni eccezionali come quelle che hanno interessato la Romagna nel mese scorso, ogni opera di difesa umana viene messa a dura prova. Attualmente, il corso dei torrenti viene sottoposto a sfalci, e anche per la Nievole è così. I nostri sfalci, nel comune di Pieve a Nievole, partono sempre dalle zone più a valle, per poi risalire a monte. Facciamo questo per ridurre al minimo i rischi di ostruzione in caso di precipitazioni improvvise, visto che la zona a valle è la meno abitata».

Proprio sul tema degli sfalci, oltre che su quello della manutenzione degli argini e del letto dei torrenti, il clima in sala si è fatto in alcuni momenti incandescente. Fra il pubblico erano presenti infatti molti proprietari terrieri e alcuni cittadini che hanno le loro abitazioni a ridosso o dei vari corsi d’acqua.

«Noi non contestiamo gli sfalci, contestiamo il fatto che l’erba tagliata viene lasciata sui greti dei torrenti, dove costituisce un potenziale rischio in caso di alluvioni». Questo è stato detto all’unisono dal pubblico. A queste osservazioni, il presidente del consorzio Maurizio Ventavoli ha risposto così: «I residui vegetali non vengono semplicemente abbandonati sugli argini. Prima vengono sottoposti, con un apposito macchinario, a una triturazione che ne favorisce il deperimento e ne depotenzia quindi la pericolosità. Per ciò che concerne poi le operazioni di pulizia dei letti dei torrenti, il materiale non può essere gestito liberamente poiché una normativa europea vieta ad esempio di utilizzarlo per il rinforzo degli argini».

Nel comune di Pieve a Nievole sono infatti presenti fra gli altri anche il torrente Nievoletta, il fosso del Terzo, il fosso Tegolaia, e il Richigiano che, costantemente, sono attenzionati dal Comune, come ha fatto notare la sindaca Gilda Diolaiuti. «I tecnici monitorano i corsi intervenendo quando la situazione lo richiede. Prova ne sono gli interventi che sono stati effettuati nelle zone centrali del paese, che hanno impedito che la piazza principale fosse allagata».

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