La protesta
Uzzano, «si sono spezzati i nostri cuori». Lo strazio al funerale di Diego Marchione
Rombo di motori per l’ultimo saluto al 25enne di Uzzano
UZZANO. Come si celebra e come si assiste al funerale di un ragazzo di 25 anni morto in un incidente con la moto, sua grande passione. Quali parole utilizzare. Come scriverne. Che cosa dire. In che modo trovare conforto.
A chiunque sale il groppo in gola, non è escluso il cronista. Chiunque ha gli occhi lucidi. Il cielo non è azzurro e la vita non è giusta. Non può esserlo per tutti quelli che hanno perso Diego Marchione, 25 anni appena, vittima della strada, l’ennesima, non sarà l’ultima (Lara Giacomelli, lei 33 anni, ha perso la vita due sere dopo sulla via Camporcioni).
Il giovane ha smesso di respirare in un letto dell’ospedale di Pistoia venerdì scorso, c’era arrivato in condizioni disperate dopo una violenta caduta sull’asfalto intorno alle 23,30 della sera precedente. Si trovava in viale IV Novembre, cuore della movida di Montecatini. Diego era in sella alla sua Honda 1000 quando a un certo punto si è trovato davanti un furgone uscito da una via laterale, più o meno all’altezza dell’hotel Biondi, all’incrocio con viale Rosselli.
Non è chiaro se ha perso il controllo del mezzo a causa dell’urto col furgone o nel tentativo di evitare un possibile impatto. Anche la famiglia vuole vederci chiaro, vuole capire il motivo di una vita spezzata nel fiore degli anni. E cerca testimoni. La sua moto ha fatto un volo di una cinquantina di metri, lui è rimasto esanime sull’asfalto, privo di conoscenza.
Chi gli voleva bene ieri mattina ha preso d’assalto la piccola borgata del Torricchio, frazione del comune di Uzzano dove la famiglia Marchione vive (è proprietaria del lago Azzurro di pesca sportiva e del ristorante annesso, sulla regionale Lucchese al confine con Buggiano). Traffico inconsueto per queste vie arse da un sole stracolmo di tristezza. Come era stracolmo il sagrato della piccola chiesa dell’Immacolata Concezione. Dentro e fuori centinaia di persone.
Rombo di motori: in prima fila una schiera di motociclette e di scooter, auto da alti giri, non utilitarie. Hanno “ruggito” con veemenza accompagnando poi il feretro per la sepoltura al vicino cimitero. “Gasseeee”, diceva Diego. C’era uno striscione appeso su una parete: “Sarai sempre nei nostri cuori”. Decine di giovani con indosso magliette bianche: “Ciao Diego”.
Commozione, cordoglio. Applausi lunghi dei minuti. La musica che si perde nei pianti. Palloncini bianchi che si alzano in cielo. Cosa c’è di importante nella vita. Lo strazio dei genitori Dario e Patrizia, del fratello Mattia non ancora maggiorenne, del nonno Flavio e della nonna Rosa, commercianti ad Altopascio. Poi gli zii, i cugini, i tanti parenti che cercavano di farsi forza di fronte alla tragedia. Decine di amici. I professori e gli ex compagni di scuola dell’istituto Alberghiero di Montecatini. I nuovi e vecchi colleghi di lavoro degli hotel dove ha lavorato. Il sindaco di Uzzano Dino Cordio, perché qui in lutto c’è una intera comunità. Non si può morire a 25 anni durante una serata fuori, come tante altre, come centinaia ne verranno.
Anche il parroco don Bernie del Rio nell’omelia non trova le parole per un dolore così immenso. Dal pulpito leggono qualche frase il cugino e l’amico più stretto di Diego. Sono momenti di grande sofferenza per tutti. «Ciao Diego, cugino mio, fratello nostro. Sono con le tue cuffie indosso per sentirti ancora più vicino. Si sono spezzati i nostri cuori. Se ne è andato il sorriso più bello, la persona più pura. Sono sicuro che adesso sei lì nel cielo con la tua moto, anche lassù tutti ti ameranno. Il 16 giugno sei rinato una seconda volta. Ciao piccolo grande angelo». E ancora: «Trasmettevi positività e spensieratezza in tutto quello che facevi. Avevi sempre il sorriso e la tua innata leggerezza. Sei stato un esempio di persona. Un vero grande amico che mi ha dato conforto in un momento difficile. Nessuno potrà mai dimenticarti».
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