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Salvata mentre la sua auto era in fiamme: «Voglio conoscere chi mi ha tirata fuori»

di Lucia Aterini

	Antonietta Lepore e l’incendio della sua auto 
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Antonietta Lepore e l’incendio della sua auto 

Monsummano, protagonista di un incidente in via Camporcioni la donna ha riportato gravi conseguenze

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MONSUMMANO. «Se loro non mi aiutavano sarei morta sicuramente nel rogo». Dopo un paio di giorni nel reparto di rianimazione e 20 in corsia, Antonietta Lepore sta meglio. Le hanno asportato la milza, ha un piede rotto e dovrà usare l’ossigeno almeno fino a settembre perché ha riportato un trauma ai polmoni. Queste sono le conseguenze dopo un incidente in via Camporcioni, il 24 maggio scorso, quando andò a sbattere contro il muro di una casa. E la sua auto, una Citroen C3, si incendiò in pochi minuti. «Ecco - dice dalla sua casa a Cintolese – io posso raccontare tutto questo perché due persone mi tirarono fuori dall’auto dove io ero rimasta incastrata. Se non fosse stato per loro sarei rimasta dentro».

Secondo quanto ha raccontato, la donna stava andando a pranzo dalla figlia quando, all’improvviso, perse il controllo del suo mezzo e andò a sbattere contro un’abitazione prendendone proprio un angolo. «L’auto prese fuoco subito - va avanti Antonietta Lepore – io ero immobile dentro. A un certo punto dal finestrino un uomo mi disse che dovevo uscire velocemente e io risposi che non ce la facevo. Allora una persona mi prese dalla parte della testa e l’altra dalle gambe. E mi portarono fuori dall’abitacolo».

Pur non avendo perso i sensi, i suoi ricordi sono un po’ confusi. «Mi portarono all’ospedale – va ancora avanti Antonietta – e mi operarono». Aveva riportato un forte trauma ai polmoni e all’addome. Conseguenze importanti che si porta dietro ancora.

«Sono su una sedia a rotelle – spiega - perché ho un piede ingessato e per respirare mi aiuto con l’ossigeno».

Ma, nonostante che le sue condizioni di salute non siano ancora ottimali, si è messa subito alla ricerca delle due persone che l’hanno salvata .

«Con l’aiuto della sindaca Simona De Caro sono riuscita a trovarne una. E ci ho già parlato, ora devo trovare l’altra perché l’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di organizzare un momento di ringraziamento per il gesto che hanno fatto – dice ancora Antonietta – Non trovo le parole per esprimere la mia riconoscenza a questi due uomini che non si sono tirati indietro di fronte a una situazione che poteva essere di potenziale pericolo anche per loro».

Dunque Antonietta lancia un appello per poter incontrare la persona che l’ha salvata. Che si faccia avanti perché la donna vuole esprimergli tutta la sua gratitudine. Tra l’altro vuole ringraziare anche i medici dell’ospedale di Pescia che l’hanno assistita, il suo medico curante e poi l’infermiera che al momento si prende cura di lei a casa.


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