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Montecatini, negli alberghi ospitati 70 migranti. Il sindaco: «Non ne vogliamo altri»

di David Meccoli
Alcuni richiedenti asilo all’hotel Medici di via Montebello
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Alcuni richiedenti asilo all’hotel Medici di via Montebello

Alloggio temporaneo per i richiedenti asilo, la nuova ondata attesa in estate

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MONTECATINI.  Sono 300 i migranti attualmente ospitati in strutture pubbliche e private nella provincia di Pistoia e di questi circa 70 (la metà dei quali di nazionalità ucraina e in fuga dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia) alloggiano a Montecatini. Si tratta, in realtà, di “richiedenti protezione internazionale”, che in città si concentrano soprattutto in due strutture alberghiere.

Numeri che non preoccupano nell’immediato, ma che sono inevitabilmente destinati ad aumentare in estate, quando le ondate migratorie, in particolare dai Paesi africani, si presume si faranno ben più consistenti. Nei giorni scorsi in tanti avevano notato un insolito movimento in uno dei due hotel in cui alloggiano abitualmente i migranti (il Medici di via Montebello), ma il sindaco getta acqua sul fuoco. «È da due anni che questo albergo – dice Luca Baroncini – ospita richiedenti protezione: prima c’erano gli afgani, poi gli ucraini e ora gli africani. Ma si è sempre trattato di una sistemazione temporanea, in attesa del trasferimento in un Centro di accoglienza straordinario, che a Montecatini non c’è. Un sistema che ha sempre funzionato, tanto che non se ne è mai accorto quasi nessuno».

Situazione che invece potrebbe cambiare nei prossimi mesi. Con un primo trimestre 2023 da oltre 28mila sbarchi sulle coste del sud Italia - pari circa al doppio della somma tra quelli registrati nello stesso periodo del 2022 (6.800) e del 2021 (8.400) - tutto il territorio nazionale è infatti chiamato a mobilitarsi per assorbire l’arrivo di migranti e richiedenti asilo. E il “fabbisogno” richiesto alla provincia di Pistoia è di 400 unità. Per le imprese o gli enti del terzo settore i corrispettivi saranno pari a 24,57 euro o 29,30 euro al giorno e pro-capite, a seconda che si tratti rispettivamente di alloggi singoli o collettivi. A questi si aggiungono l’importo di 2,50 euro al giorno per il pocket money e il costo del kit di ingresso (300).

La situazione è stata analizzata nella recente riunione del consiglio territoriale per l’immigrazione a cui hanno preso parte anche sindaci, rappresentanti delle forze dell’ordine, del terzo settore e degli enti economici della provincia. «Un paio di settimane fa – racconta ancora il sindaco – la prefettura ha convocato i sindaci per comunicare una possibile e imminente emergenza migranti. Di questo e della possibilità che la situazione possa diventare - a differenza di oggi - ingestibile, visto anche che i nostri alberghi sono pieni di turisti, siamo fortemente preoccupati. Montecatini la sua parte l’ha già fatta, a più riprese: per questo abbiamo comunicato al prefetto che anche gli altri devono fare la loro parte e ci sono comunque Comuni che hanno dato la loro disponibilità».

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