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Pescia, una centrale idroelettrica sul fiume: il no dei residenti di via della Torre

di Maria Salerno
Pescia, una centrale idroelettrica sul fiume: il no dei residenti di via della Torre

Sorgerebbe in località Paradisino. Il comitato evidenzia anche come non sia stata fatta nessuna valutazione di impatto ambientale

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PESCIA. Lungo il fiume Pescia, in località Paradisino, potrebbe presto sorgere un impianto idroelettrico. Se n'era già parlato nel 2015. All'epoca la notizia aveva suscitato la reazione dei residenti di via della Torre che si erano riuniti in un comitato per dire no alla centrale, la cui funzionalità a fronte dell'inevitabile impatto paesaggistico che la sua realizzazione avrebbe comportato non era neanche garantita.

Adesso l’azienda Mers Electric Uno srl, la stessa che otto anni fa aveva manifestato l'intenzione di costruire l'impianto, ha ripresentato un progetto denominato “Pescia 1”. Il comitato si è mobilitato un'altra volta. «Il tracciato proposto copre con una strada un antico gorile sulla sinistra idrografica, cancellando così dalla nostra percezione un elemento storico delle aree periurbane della città, che alimentava gli orti e vecchi opifici (filanda, conce) e che attualmente svolge funzioni importanti di regimazione delle acque meteoriche – si legge – inoltre il progetto sottrae terre ad aziende agricole produttive e impatta, con la costruzione delle centrale di scambio elettrico, su un paesaggio di pregio che caratterizza il territorio appena a monte di via della Torre, dove insistono una muraglia storica di pregio, il gorile ed emergenze ambientali. Il progetto inoltre non tiene conto che il prelievo di acqua dal torrente produrrà impatti sull’ecologia del tratto di asta fluviale interessato, sulla vita biologica delle fasce ripariali e sulle falde freatiche adiacenti che si impoveriranno, con danni per coloro che vi attingono acqua».

Il comitato evidenzia anche come non sia stata fatta nessuna valutazione di impatto ambientale, «tanto più necessaria perché in località San Lorenzo, quindi immediatamente sopra al punto di prelievo sul torrente, esiste già un altro impianto idroelettrico». «Considerato poi che ormai la ‘nostra’ Pescia da anni è soggetta a stress idrici sensibili, con periodi di secca non solo durante l’estate, ma anche nelle altre stagioni, il comitato e molti cittadini (furono oltre 600 le firme che raccogliemmo nel 2015 per contrastare il progetto) si chiedono a cosa mai potrà servire un impianto che sconta, dal punto di vista industriale, questo deficit di risorse idriche prelevabili – prosegue la lettera – si parla continuamente di emergenza siccità e poi i pubblici poteri compiono scelte che contraddicono questa condizione di portata minima storica della Pescia, il cui alveo si restringe sempre più, come tutti possono vedere».

Infine, il comitato si rivolge al sindaco e ai candidati a succedergli domandando loro cosa pensano del progetto. «Ce lo chiediamo e li invitiamo a guardare il torrente per farsi un’idea concreta della questione. In questi giorni di campagna elettorale sentiamo le loro promesse di salvaguardia del territorio, di promozione e di amore per la città. Bene, allora vorremmo conoscere le valutazioni che ognuno di loro propone ai cittadini, rispondendo però a domande precise: questo progetto, che è regionale, lo approvano? Cosa intendono fare per evitare questo ulteriore scempio, che, ancora una volta, si vuole compiere senza prima averne messo a conoscenza la cittadinanza? E, per carità, evitiamo le risposte in politichese».


 

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