Attenzione
Montecatini, Alessandro Cattelan al Verdi: «I miei miti? Greggio e Bonolis»
Domenica 26 marzo alle 21 sarà sul palco con “Salutava sempre”
MONTECATINI. “Salutava sempre”, perché del defunto tendiamo a ricordarci soltanto dei pregi. «Quando qualcuno scompare comincia una specie di processo di beatificazione. E siccome il mio spettacolo comico comincia proprio dal mio funerale ho deciso di chiamarlo così». Sarà stasera al Teatro Verdi la prima volta del conduttore Alessandro Cattelan a Montecatini.
Come definirebbe il suo mestiere?
«Sulla carta di identità ho fatto scrivere libero professionista, perché mi piace la parola libero, è così che mi sento».
È anche scrittore?
«Ho provato, ma adesso preferisco fare l’editore e magari scoprire qualche talento. Ho la passione per la lettura, la scrittura e per la musica. L’importante poi è individuare quali sono le cose che ti riescono meglio e non insistere su quelle per cui non sei portato. Così ho capito che per quanto riguarda la scrittura non sono al livello di coloro che amo leggere».
Piace ai giovani, ma non solo. Qual’è la sua carta vincente?
«Non so neppure se è vero. Cerco di fare tutto in maniera spontanea e naturale. Prima di tutto voglio sentirmi soddisfatto in prima persona. La speranza è che le cose che prediligo possano essere gradite anche agli altri».
Quanto conta l’aspetto fisico?
«È comunque un lavoro dove appari. Tutti cercano di essere al meglio, ma non stiamo facendo i fotomodelli, per cui non è una delle caratteristiche principali».
Quanto è entrata la politica nel mondo dello spettacolo e viceversa?
«Dipende dai contesti. In Rai, che è un canale di servizio pubblico statale credo che ci sia sempre stata a partire dalla dirigenza. È un’azienda che funziona così. Poi c’è chi decide di occuparsi di più o di meno. L’altro giorno ho ospitato Elly Schlein e così abbiamo parlato di politica. Ma io faccio più intrattenimento, ci sono programmi dedicati esclusivamente a quello».
Cosa le piace andando nei teatri?
«La cosa bella di fare questi tour nei teatri è di conoscere posti nuovi, come in questo caso. Quando abbiamo iniziato per me era la prima volta, preoccupato per l’eventuale reazione del pubblico, adesso sono molto tranquillo e non vedo l’ora».
Prova paura ed emozione nell’esibirti dal vivo?
«Alla fine l’ho sempre fatto, e anche quando registro mi comporto sempre come se fossi in diretta».
Il suo conduttore preferito
«Sono cresciuto guardando Drive in e ammirando Ezio Greggio, ma anche Paolo Bonolis».
Appuntamento stasera alle 21 al Teatro Verdi, per il pubblico la possibilità di immergersi in una realtà speciale partecipando al “funerale” di Alessandro Cattelan e da qui partire per raccontare dall’aldilà le follie, le ipocrisie e le piccole manie che contraddistinguono le nostre vite ordinarie nell’aldiquà. Canzoni, stand up, momenti di show, battute e interazione con il pubblico in una festa, in tono sincero, ironico e dissacrante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
