Sicurezza
Verallia si amplia, residenti preoccupati: «Ambiente a rischio, serve chiarezza»
La risposta dell’azienda colosso del vetro: «Tutto a norma, abbiamo a cuore il territorio»
PESCIA. Chiedono preoccupati trasparenza, rispetto dell’ambiente e un maggiore coinvolgimento della cittadinanza i residenti di Macchie di San Piero (frazione del comune di Pescia al confine con Montecarlo) che abitano nei pressi dello stabilimento di Verallia – ex Saint-Gobain – multinazionale del vetro intenta a realizzare un secondo forno fusorio e altri interventi connessi con l’obiettivo di incrementare la produzione annua da 170mila a 315 mila tonnellate tra bottiglie e vasi. Un’espansione che vale almeno un’ottantina di assunzioni quasi perfezionate (al momento i dipendenti sono 170), e oggetto di un composito procedimento amministrativo curato dalla Regione (ossia l’aggiornamento dell’Aia, autorizzazione integrata ambientale) con la partecipazione di svariati enti ciascuno per le proprie competenze. Oltre al nuovo forno fusorio, il progetto espansivo prevede anche l’installazione di un impianto di produzione e stoccaggio di ossigeno come comburente per il forno, e una nuova cabina di alta-media tensione con cavidotto interrato di collegamento alla stazione elettrica di Marginone, passando per i comuni di Montecarlo e Altopascio.
L’istanza dei residenti
Alcuni residenti, che trovano in Stefano Baglioni (da anni nel settore delle autorizzazioni) il proprio portavoce, si sentono però tutt’altro che sicuri. Negli scorsi giorni hanno voluto incontrare l’amministrazione comunale di Pescia e in una lettera hanno scritto tutti i loro dubbi e formalizzato le proprie richieste. Tra i nodi principali, l ’eccessiva altezza del nuovo forno, di circa 30 metri, che sarebbe incompatibile col regolamento urbanistico, lo scarico nella Pescia delle acque derivanti dal ciclo produttivo oltre i limiti di legge con rischi per l’acquedotto civico, l’emissione di inquinanti in atmosfera e non solo. Il tutto, osservando che «la popolazione residente non è mai stata messa al corrente del nuovo progetto come invece previsto dalle norme» si legge nella lettera, che s’interroga sul perché vengano poste numerose prescrizioni se si ritiene che l’operazione aziendale non abbia effetti negativi significativi. «Chiediamo la sospensione dell’autorizzazione e l’avvio di un nuovo procedimento – proseguono gli abitanti –. Vogliamo che la vetreria si espanda e porti posti di lavoro, però salvaguardando la salute dei cittadini confinanti».
Verallia risponde
Verallia, da noi contattata, non esita a rispondere. «Sono mesi – spiega Vincenzo Onesti, direttore dello stabilimento pesciatino – che ci stiamo confrontando con il Comune per gestire al meglio l’ampliamento del nostro sito produttivo, nel rispetto dell’ambiente e della comunità, e poter offrire lavoro ad un’ottantina di persone. Siamo amareggiati che qualcuno chieda la revisione dell’intero procedimento autorizzativo. In questi mesi abbiamo condotto un serrato e proficuo confronto con tutti gli enti preposti, a cui abbiamo fornito puntuali riscontri e integrazioni. Col Comune di Pescia c’era già la volontà di organizzare un incontro con la cittadinanza in cui dare evidenza dell’intervento che andremo a realizzare. Ora non ci resta che accelerare su questo fronte e rispondere a quei cittadini che hanno avanzato delle perplessità, per evitare che si diffondano delle errate convinzioni. Ci teniamo però a sottolineare come la Regione non abbia ritenuto di sottoporre il nostro progetto ad una valutazione di impatto ambientale, segno concreto che gli elementi forniti e l’entità dell’intervento non pregiudicano il rispetto delle leggi e dell’ecosistema in cui è inserito lo stabilimento. Siamo un grande gruppo internazionale (presente in 11 paesi, 5 sedi in Italia, nda) ma siamo altrettanto radicati nel territorio e mai potremmo promuovere progetti che minino la serenità e la prosperità della comunità di cui siamo parte integrante«.
«La nostra azienda – sottolinea in chiusura il dirigente di Verallia – conferma l’apertura al confronto con tutti gli attori del territorio, le porte dello stabilimento sono sempre aperte a chi voglia conoscerci meglio e scoprire il nostro processo produttivo».
La posizione del Comune
Il sindaco Giurlani fa sapere che il Comune , essendo uno dei tanti attori coinvolti, «ha sempre partecipato e continuerà a farlo sulle materie di propria competenza (su tutte l’urbanistica) chiedendo il rispetto del territorio e della comunità» aggiungendo che «una volta acquisiti gli elementi tecnici avvieremo un percorso partecipativo per la popolazione. Al contempo è importante che l’azienda resti sul territorio e aumenti l’occupazione. Dopodiché – chiude il primo cittadino uscente – sta per essere firmato un protocollo tra Verallia, la Regione, il nostro Comune e quelli di Montecarlo e Altopascio che regolamenterà vari aspetti».
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