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Doveva andare in bici da Lucca al Sudafrica, ma ha incontrato la guerra civile ed è tornato indietro

Franchi con la giacca gialla nel deserto
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Franchi con la giacca gialla nel deserto

Da Buggiano doveva arrivare a Città del Capo in bici, in Guinea però la situazione si è fatta ingestibile

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BUGGIANO. Il diciottenne Dario Franchi di Buggiano e il suo amico e quasi coetaneo di Lucca Olivier Kaspar hanno alla fine gettato la spugna.

Il sogno loro di raggiungere in bicicletta Città del Capo, dopo essere partiti il 10 ottobre da Firenze, si è arenato a Conakry, capitale della ex Guinea francese.

Un’improvvisa recrudescenza della guerra civile che tormenta da mesi il paese africano ha impedito ai due giovani di proseguire il loro viaggio in sicurezza, costringendoli anzi a una lunghissima (e costosa) permanenza di ben 11 giorni in un hotel riservato al turismo internazionale.

In queste ore, stanno attendendo un volo che li porterà in Francia, da dove poi potranno proseguire per l’Italia (proteste e scioperi ora in corso nella capitale francese). Partiti da piazzale Michelangelo i due amici avevano fatto rotta verso nord, fermandosi dopo poche ore a Borgo a Buggiano. Qua, davanti al palazzo comunale, erano stati salutati dal sindaco Daniele Bettarini, loro grande sostenitore. Il viaggio è proseguito liscio come l’olio fino all’arrivo a Gibilterra.

Una volta oltrepassate le Colonne d’Ercole, le difficoltà si sono come era prevedibile accresciute. Il clima arido del Marocco, del Sahara occidentale e della Mauritania aveva già messo a dura prova lo spirito di resistenza dei due cicloamatori. Ad indurli però ad arrendersi, sono state le condizioni delle strade e i pericoli legati all’instabilità politica che hanno trovato nell’Africa nera. Dopo aver attraversato il Senegal, nazione tutto sommato tranquilla, i due ragazzi sono entrati in Guinea, dirigendosi subito verso la sua capitale Conakry. Il loro piano prevedeva una breve sosta in città ma, invece, da qui non sono più partiti verso sud. I pericoli dovuti ai combattimenti che si stanno svolgendo in queste ore sono stati l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso.

I due giovani erano già afflitti da problemi come il cattivo stato delle bici, la mancanza di denaro e una forte stanchezza psico fisica che li ha lentamente travolti. Adesso, il rimpianto per quest’impresa non portata a termine è grande, ma in futuro, non è detto che almeno Dario non si voglia cimentare di nuovo in quest’impresa, come dice il sindaco di Buggiano Dario Bettarini: «Conosco Dario e posso dire che, malgrado la sua giovanissima età, è un ragazzo molto determinato e che crede in quello che fa. Sono sicuro quindi che non abbandonerà tanto facilmente questo suo sogno che, per alcune settimane, è stato anche il nostro. Ho parlato in queste ore con sua madre Sabrina Franchi, che è una dipendente comunale. Lei mi ha assicurato che le loro condizioni di salute sono buone e che a breve saranno di nuovo a casa».

Pur rammaricata perché il figlio non ha centrato l’obiettivo che si era prefissato, Sabrina è estremamente sollevata dal fatto che quest’avventura stia volgendo al termine, come fa notare il primo cittadino di Buggiano: «Per un genitore non è certo piacevole sapere che un figlio si trova in un paese dove per le strade si combatte una sanguinosa guerra civile. In questo momento, il suo unico desiderio è quello di riabbracciarlo al più presto».

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