La protesta
Montecatini, il Pd sul cantiere lungo via Tripoli: «Necessario un piano del traffico»
Chiesti ristori per le attività che perderanno clienti con la strada chiusa
MONTECATINI. Comincia a turbare gli animi in città l’imminente cantiere per la messa in sicurezza del fosso tombato del torrente Salsero in via Tripoli, lavori che dovrebbero partire a inizio aprile (con la Pasqua alle porte) nel tratto per intendersi tra la pensione Moschini fino al comando dei carabinieri, tra via Cividale e via Foscolo, a un passo dai binari della ferrovia e dall’ingresso in centro su corso Matteotti. Un punto nevralgico della viabilità già sotto pressione di per sé: si annuncia dunque il caos alla circolazione per un periodo di almeno sette mesi, tanto dureranno i lavori finanziati con quasi un milione di euro dallo Stato.
Per questo il Partito democratico «chiede all’amministrazione comunale di aprire un tavolo di concertazione con le categorie economiche e i sindacati prevedendo dei ristori per i mancati incassi e per salvaguardare i posti di lavoro». E inoltre, «ritiene indispensabile predisporre almeno un piano provvisorio del traffico e delle soste coinvolgendo le forze dell’ordine e dei soccorsi per essere in grado di arrivare tempestivamente in varie aree della città».
«C’è grande preoccupazione tra le attività commerciali e di servizi per la chiusura del traffico in via Tripoli – scrive il segretario del Pd di Montecatini, Moreno Mencarelli – il Pd condivide i timori delle attività produttive e dei residenti perché la parola “programmazione” è bandita da quest’amministrazione. A pochi giorni dall’apertura del cantiere non si conosce quale sarà il piano del traffico alternativo alla chiusura di questa importante e fondamentale arteria stradale cittadina e quali ricadute su tutta la viabilità. Sicuramente saranno lunghi mesi di disagio soprattutto nel momento in cui la città sarà nel suo pieno afflusso di bus turistici».
Ancora: «Via Foscolo, che già adesso sopporta un grande carico veicolare sarà oberata di ulteriore aggravio, così come l’entrata in città dal cavalcavia dall’autostrada sarà un serpentone di auto con tempi biblici per accedere in città. Questo disagio comporterà anche una notevole riduzione dei clienti e degli incassi nelle attività. Inoltre, in caso di richiesta di un pronto intervento nelle zone centrali e nord della città dei carabinieri, i militari sarebbero costretti a un percorso molto complicato per arrivare a destinazione, così come i mezzi di soccorso».
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