La manifestazione
Monsummano, addio al dottore dei cacciatori. L’amico: «Sempre pronto ad aiutare gli altri»
È morto all’età di 72 anni stroncato da un malore il veterinario Vittorio Frediani. Visitava anche a Empoli
MONSUMMANO. La chiesa parrocchiale di Stabbia, frazione di Cerreto Guidi, che ieri ha ospitato il funerale del dottor Vittorio Frediani, era talmente piena che moltissime persone non vi hanno trovato posto e si sono dovute accalcare nel sagrato.
Frediani, morto all'improvviso all'età di 72 anni per un malore, era un veterinario conosciutissimo in tutto il bacino del Padule di Fucecchio e in Valdinievole, noto per l'abilità con cui sapeva rimetter in sesto i cani rimasti feriti durante le battute di caccia. Era sposato da tanti anni con Mirella Baronti che, in questo momento così difficile, è assistita dal figlio Lorenzo, anche lui veterinario come il padre. Spetterà a lui la cura della clientela negli ambulatori di Monsummano, in via Battisti, ed Empoli.
Grandissimo amante degli animali, era iscritto anche all'albo degli allevatori e non perdeva mai una mostra mercato importante come ad esempio quella di Reggio Emilia, dove poteva trovare esemplari difficili da reperire altrove. La sua perizia e la completezza dei suoi studi, lo hanno portato anche a creare degli incroci soprattutto fra i volatili che, fra tutti gli animali, erano da sempre la sua passione. L' attività professionale che ha svolto per oltre 40 anni lo ha portato costantemente a contatto con il mondo della caccia nel Padule di Fucecchio dove, nei pressi di Stabbia, possedeva sei cesti usati come postazioni fisse. E, al mondo della caccia, era organico e partecipe, tanto è vero che era conosciuto come "il veterinario dei cacciatori".
A Stabbia il dottor Frediani ha trascorso tutta la sua esistenza, abitando con la sua famiglia in una grande fattoria gestita con quella cura che soltanto un amante della natura come lui poteva avere. Un posto di rilievo tuttavia lo avevano sempre e comunque gli animali, a cui il dottor Frediani si è dedicato sino al suo ultimo giorno di vita.
A tracciare un suo ricordo nel momento del rientro dal funerale, è il suo amico Giampiero Pellegrini: «Con Vittorio ho trascorso momenti veramente belli. La passione per la caccia ci ha accomunato per tutta la vita e, anche quando ci siamo frequentati meno, non mancavamo mai di telefonarci per parlare della nostra comune passione. Vittorio era la classica persona sempre pronta ad aiutare il prossimo e a fornire consigli disinteressati. Aveva un cuore grandissimo e, nell'arco della sua vita, lo ha dimostrato tante volte anche nell'ambito della sua professione».
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