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Santa Maria in Selva: i frati agostiniani lasciano il convento

di Roberto Grazzini
La chiesa nel complesso di Santa Maria in Selva
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La chiesa nel complesso di Santa Maria in Selva

La gestione passa al parroco di Massa e Cozzile.Il convento fu fondato nel 1272 dall'ordine agostiniano che scelse una località prossima all'antica strada di collegamento tra Firenze e Lucca

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BUGGIANO. Fra gli angoli caratteristici del comune di Buggiano un doveroso punto privilegiato lo merita senza alcun dubbio la chiesa e il convento di Santa Maria in Selva che però ora saranno protagonisti di un cambiamento.

Un luogo, questo, legato a tanti bei ricordi da parte della gente borghigiana a cominciare dall’ appuntamento, in calendario l’ultimo fine settimana di marzo nel parco adiacente , con la tradizionale e caratteristica “Fiera in Selva”, evento che richiama numerose persone da ogni parte della Valdinievole e non solo.

Considerato il particolare momento dell’anno in cui si svolge, viene considerata come una sorta di tributo alla primavera. Il tutto sotto la benedizione dei frati Agostiniani, da sempre presenza spirituale umile e riservata nella imponente struttura.

«Purtroppo però – spiega Daniele Bettarini, primo cittadino del Comune di Buggiano - dopo la scomparsa del nostro amato padre Giuseppe, la prossima settimana i due frati agostiniani ancora in sede lasceranno definitivamente il convento, verso altre destinazioni assegnate».

« Con grande rammarico ringrazio dunque padre Vincenzo e padre Agostino per quanto hanno saputo dare alla comunità parrocchiale borghigiana nel corso degli anni».

«La gestione sarà intanto assunta dalla Diocesi di Pescia che ne garantirà il funzionamento attraverso il parroco di Massa e Cozzile , padre Jesus Madariaga Molina che tra l’altro è stato nominato amministratore del complesso».

In ogni caso, se ce ne fosse bisogno, aggiunge ancora il sindaco Bettarini, « per la celebrazione delle messe e delle altre funzioni religiose hanno dato la loro piena disponibilità pure i Parroci di tutta la diocesi».

«Adesso –chiude Bettarini - la palla passa al vescovo di Pescia Roberto Filippini il quale dovrà trovare una solida soluzione che garantisca il futuro della parrocchia, quasi certamente affidando a una differente congregazione la chiesa ed il convento».

« L’amministrazione comunale comunque – aggiunge in fondo il sindaco – resta pronta e disponibile e sta valutando in quale maniera possa riuscire ad essere di aiuto al felice esito della vicenda».

Il convento fu fondato nel 1272 dall'ordine agostiniano che scelse una località prossima all'antica strada di collegamento tra Firenze e Lucca. Rimasto indenne alle soppressioni del granduca Pietro Leopoldo, nel 1808 fu chiuso a seguito delle soppressioni napoleoniche. Tra le prime comunità ricostituite su disposizione di papa Pio VII è dotato di un chiostro cinquecentesco con archi a tutto sesto e colonne in pietra serena, detto del Brunelleschi; in realtà, potrebbe trattarsi di una progettazione di Andrea di Lazzaro Cavalcanti, detto il Buggiano.


 

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