MONTECATINI. Nessuna novità decisionale sulle Terme, su cui si attende la decisione del tribunale di Pistoia, chiamato ad accettare o meno il piano di concordato preventivo proposto dalla società. Lo specifica subito il presidente della Regione Eugenio Giani, ieri mattina in visita a Montecatini assieme all’assessore Stefano Ciuoffo e ad alcuni dei consiglieri regionali (Federica Fratoni, Alessandro Capecchi, Luciana Bartolini e Marco Niccolai) freschi di approvazione della legge valida come offerta d’acquisto per Tettuccio, Regina ed Excelsior per circa 16, 4 milioni di euro. Semmai, prima di giungere in municipio, un sopralluogo perlustrativo e simbolico su un patrimonio di cui la Regione, qualora arrivasse il via libera al piano di concordato, si è impegnata ad acquistare una parte cospicua. Operazione che il presidente ribadisce sottesa alla valorizzazione culturale degli immobili e della città, da riportare al centro dell’offerta culturale toscana. «L’obiettivo del sopralluogo svolto assieme al sindaco Baroncini e a una parte importante del consiglio regionale – premette Giani rivendicando coesione tra Comune e Regione – è stato capire la situazione generale e i riflessi del patrimonio delle Terme sulla città di Montecatini. Ci siamo resi conto che questa città ha potenzialità incredibili, su cui il Comune (la cui offerta d’acquisto ha ad oggetto la Torretta per 1, 5 milioni, ndr) e la Regione sono disponibili ad investire. Vogliamo occuparci del rilancio culturale perché quello termale è un settore molto specifico e va da sé. Tettuccio, Regina ed Excelsior sono luoghi di grande propensione culturale, in una città che è segno distintivo e immagine della Toscana nel mondo, anche come patrimonio Unesco». Menzione particolare poi per il parco termale, la pineta, di proprietà del Comune, tranne per piccole porzioni delle Terme. «La dimensione del parco unisce tutto – sottolinea il presidente – e dev’essere un elemento di attrazione di per sé. Col sindaco penseremo anche a reperire fondi che vengono dal Pnrr per riqualificare quegli ambienti esterni che probabilmente ormai la società non aveva risorse per riadattare. Un parco come segno distintivo dell’unità dei vari immobili che fanno parte di una Montecatini che seppe dare il senso del liberty e dell’art decò nel mondo». Non mancano i riferimenti a Galileo Chini, aneddoti e gli immancabili cenni di storia, mentre riguardo alle strategie e i progetti culturali da sviluppare, la visione di Giani parte dal discusso trasloco dell’archivio Alinari all’Excelsior per rendere Montecatini un polo dell’arte contemporanea. «L’archivio potrebbe essere oggetto di esposizione in altre città italiane ma potrebbe diventare anche volano di iniziative cittadine riferite ai fotografi contemporanei. Ho una visione di Montecatini protagonista di una cultura di contemporaneità, un luogo in cui le moderne espressioni come fotografia e cinema trovino il loro riferimento». Tutto ciò, rivitalizzando anche l’attività termale. «Termalismo e cultura non devono essere contrapposti. Montecatini deve mantenere una dimensione termale alle Redi e al Tettuccio (il piano concordatario prevede che la parte sanitaria sia affittata da Croce Rossa italiana, ndr) acquistando un profilo di valorizzazione culturale. Oggi che il termalismo non è più in grado di generare ricchezza sarà invece la cultura a trainare». «Questo è un primo passo per iniziare una nuova storia e dare continuità alla storia di questa città – aggiunge l’assessore Ciuoffo –. Il progetto parte dall’auspicabile messa in sicurezza di una parte centrale del patrimonio, poi, rispetto all’esperienza recente ci dovrà essere più articolazione, più coinvolgimento degli operatori turistici ma soprattutto arricchimento di sollecitazioni culturali. Montecatini è oggettivamente sottovalutata, questo patrimonio non può rimanere non valorizzato e non messo a disposizione della città e di quello che rappresenta». Premesse che dovranno fare i conti con la realtà. Non solo la procedura liquidatoria, ma anche una città stanca, che con un pizzico di egocentrismo, certe attenzioni pensava di meritarle prima.