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Il “Mago” se n’è andato a 90 anni, Ponte Buggianese piange Galli

di Roberto Grazzini
Il “Mago” se n’è andato a 90 anni, Ponte Buggianese piange Galli

Storico tecnico e dirigente, conosceva il calcio dilettantistico come pochi

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PONTE BUGGIANESE. Con la scomparsa di Giulio Sabatino Galli, avvenuta alla vigilia di Natale , alla veneranda età di 90 anni, se ne va senza alcun dubbio la figura maggiormente rappresentativa del football di Ponte Buggianese dagli albori ai giorni nostri .

Tutti o quasi , in quel vasto territorio che va dalla frazione di Casabianca ai confini con le lande fiorentine del padule di Fucecchio, sono conosciuti e chiamati per soprannome. Giulio (o Giuliano) Galli lo chiamavamo, con ossequiosa stima e rispetto, semplicemente il “Mago”, per quel modo di risolvere la accese diatribe di spogliatoio o per chiudere appunto magicamente – alla sua maniera – le più complesse ed estenuanti trattative di mercato.

Una autentica cima inarrivabile nel mondo del calcio dilettantistico. Sapeva e ne capiva di ciò che ruotava attorno alla imprevedibile sfera di cuoio come pochi altri nell’intero Granducato. Estrema diplomazia e grande signorilità, ed illimitata competenza erano di fatto le sue inimitabili carte vincente. Si legò, anima e cuore alle sorti del club del borgo natio sin da ragazzo, nell’immediato dopo guerra quando vide nascere, pietra dopo pietra, il campo sportivo intitolato ai fratelli Banditori, eroici partigiani. Una struttura simile alle arene dell’antica Roma , a livello del letto del fiume Pescia con i sedici leggendari gradini chi dividevano e dividono tuttora gli spogliatoi dalla strada, facili a scendere ma difficili da risalire per gli avversari di turno.

A tenere buoni, in piedi sul terrazzino i passionali sostenitori biancorossi, sempre nei limiti del possibile, ci pensava il “Mago” perennemente in giacca e cravatta, immancabile cappello , con aggiunta di impermeabile chiaro ed ombrello annesso nella brutta stagione.

Colui che per i colori biancorossi avrebbe fatto di tutto, parlava poco, ascoltava tutti e ponderava attentamente ogni cosa. Allettato da tempo, l’ultima sua uscita ufficiale risale a quattro anni orsono , per una festa speciale di vecchie glorie pontigiane dove il buon Giulio, ricevette una meritata standing ovation da parte dei presenti.

Lo ricorda in un post toccante un suo ex giocatore e amico Niccola Lucchesini, con una frase storica del “Mago: «Non so come e in quale categoria giocheremo, ma il Ponte Buggianese avrà sempre la sua squadra».

Ieri pomeriggio le esequie nella chiesa di San Michele Arcangelo. Condoglianze al figlio Enrico e ai parenti sono state trasmesse dalla società Ponte Buggianese e dalle tante generazioni di giocatori e di tecnici che hanno avuto il privilegio di apprezzarne gli insegnamenti e lo spessore umano.


 

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