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Ospedale di Pescia, venti letti non disponibili perché il personale è troppo esiguo

Ospedale di Pescia, venti letti non disponibili perché il personale è troppo esiguo

La denuncia della Cisl: il declino della struttura tra carenze e ritardi

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PESCIA. Ritardi, tagli, carenza di personale e “disillusione” nonostante l’impegno dei professionisti che ci lavorano. Questi i concetti chiavi che emergono dall’analisi fatta dalla Cisl sull’ospedale di Pescia. «A che punto siamo con la normativa antincendio, sono ad oggi rispettati i tempi previsti per l’adeguamento del S.S. Cosma e Damiano? Il progetto di adeguamento sull’antisismica procede come previsto ? Su questi temi da tempo non abbiamo più notizie», questa la premessa da cui parte il sindacato.

«Negli anni c’è stato un depauperamento dei servizi – va avanti la Cisl, in particolare con le voci di Roberto Rossi Alessandra Biagini – l’ospedale di Pescia ha perso: il posto fisso di polizia, lo sportello bancario, l’edicola, i letti di “dialisi territoriale a Montecatini Terme”, ha subito l’esternalizzazione del Cup e della portineria ospedaliera, ha perso il parcheggio pubblico gratuito e non esistono ad oggi nelle vicinanze parcheggi gratuiti in grado di accogliere assistiti e dipendenti».

«Ci pare incredibile che nonostante le tante manifestazioni, le raccolte firme, nulla si sia “mosso”, cittadini e lavoratori sono stati “abbandonati” nelle mani del privato, che giustamente fa i suoi interessi economici – spiega il sindacato – Eppure in altre realtà così non è stato, c’è stata una condivisione del problema tra amministrazione sanitaria e municipale per alleviare se non risolvere il problema. Andare a lavorare o a curarsi non può diventare un lusso, i lavoratori e cittadini che affluiscono all’ospedale non hanno alcuna possibilità di scelta, non possono sottrarsi al pagamento e questo crediamo che non sia giusto».

«Abbiamo assistito a una diminuzione delle offerte professionali – si spiega nel dettaglio – si pensi alla mancata creazione della cittadella sanitaria, al declassamento da presidio ospedaliero a stabilimento ospedaliero, alla perdita della pediatria, al ridimensionamento del servizio di emodinamica e dell’attività chirurgica, alla chiusura del punto nascita e relativa patologia neonatale (a proposito a che punto siamo sulla presunta riapertura ?) per terminare agli ultimi problemi che affliggono il laboratorio analisi con una grave carenza di personale. Ad oggi all’interno dell’ospedale sono chiusi, non disponibili più di 20 posti letti, per scarsità di personale».

«Tutto questo ha finito, inevitabilmente, per fare passare un messaggio “negativo” tra il personale, che si è sentito “abbandonato”, attore non protagonista di un lento, inarrestabile, declassamento del proprio luogo di lavoro e che ha reso meno attrattivo, meno appetibile, anche a livello professionale, l’ospedale di Pescia, avendo anche una ricaduta tra la popolazione della Valdinievole – attacca la Cisl – ci pare che nulla sia stato fatto per fare passare un messaggio diverso. Ci domandiamo inoltre a chi giovi tutti questo, non certo all’Azienda Toscana Centro che rischia (vede) sottrarsi giornalmente una fetta di assistiti a favore del vicino (nuovo) ospedale di Lucca. Il futuro riservato all’ospedale della Valdinievole è forse quello di essere destinato a semplice “riserva di posti letto” a favore dei nuovi ospedali ? Veramente non è possibile arrestare questo declino? ». Su questi temi , concludono « vorremo, per quanto di nostra competenza, porre l’attenzione, coinvolgendo in confronto aperto e sereno, perché probabilmente nessuno singolarmente può avere le risposte e le soluzioni corrette, ma forse tutti insieme si può».
 

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