Toscana
Stadio, nuova relazione bocciata. Il no della dirigente alla riapertura
Il sindaco può comunque assumersi la responsabilità con un proprio decreto
MONTECATINI. La situazione dello stadio comunale Mariotti, comprensivo del sussidiario Mariani, resta ancora sospesa. La relazione commissionata dall’ufficio tecnica del Comune all’ingegner Melis e che avrebbe dovuto portare alla riapertura dello stadio, ha infatti incontrato il parere negativo della responsabile dell’ufficio sport Simona Pallini.
L’impianto risulta interdetto dallo scorso 21 ottobre, data della relazione tecnica dell’ingegner Tamagnini che ha ribadito l’inidoneità e vulnerabilità sia statica che sismica di spogliatoi, tribuna coperta e torri faro, già rilevate nella precedente relazione del 2020 (stimando interventi necessari per quasi 2 milioni di euro) . Criticità di fronte alle quali, la nuova relazione assevera un’idoneità dello stadio – tecnica e del rispetto delle normative in tema di sicurezza ed agibilità – in grado di consentire l’uso sportivo della struttura fino ad un massimo di 100 persone, anche in presenza di pubblico.
Ma per la dirigente responsabile che firmò l’interdizione, il documento non sconfesserebbe la relazione di Tamagnini bensì si fonderebbe su di essa, col risultato di non bastare ai fini della riapertura. Un parere negativo, quello rilasciato pochi giorni fa a seguito di una riunione congiunta con l’area tecnica e il settore manutenzioni, argomentato inoltre con manchevolezze di carattere amministrativo. Ma individuata la priorità nella sicurezza dell’impianto e non in una sua riapertura a priori, personalizzare la vicenda sarebbe ingeneroso. Resta infatti comunque salva la possibilità del sindaco, quale primo organo di sicurezza pubblica, di firmare un decreto (sull’eventuale scorta di un nulla osta della stessa area tecnica) con cui riaprire lo stadio. Le osservazioni della responsabile Pallini sono dunque adesso al vaglio del sindaco, del segretario comunale e anche del consiglio comunale. Al momento le condizioni necessarie per la riapertura non sembrano dunque così vicine, nonostante le promesse dell’amministrazione. Le società di calcio e atletica aventi diritto all’utilizzo dell’impianto rimangono esodate, con disagi economici e logistici non indifferenti. A questo si aggiunge il recente esposto a Procura e prefetto da parte delle minoranze.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
