Il Tirreno

Montecatini

L’episodio

In albergo senza pagare: “rigatino” allo scoperto

Lorenzo Carducci
In albergo senza pagare: “rigatino” allo scoperto

Lascia un buco in un hotel delle Marche, prova a fare lo stesso a Montecatini ma viene individuato

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MONTECATINI. D’altronde è nata proprio lì. La tecnica usata dal conte Mascetti in Amici Miei II e chiamata “rigatino”, consistente nel pernottare allegramente in albergo per poi sparire e lasciare il conto da pagare. Nella versione cinematografica, Ugo Tognazzi scappava all’alba dal Grand Hotel & La Pace di Montecatini mimetizzandosi con gli abiti del personale. Accolta con assai minore ilarità la versione reale e più recente, di cui si è reso protagonista un uomo adulto più o meno sulla quarantina d’anni, a quanto pare non al primo tentativo di scrocco. L’autore è infatti arrivato a Montecatini dopo esser fuggito da un albergo delle Marche, lasciando però i propri dati personali. Infatti il personale lo ha individuato, ha sporto denuncia nei suoi confronti, e non appena ha capito dai social che si stesse dirigendo verso la città termale, ha contattato le associazioni di albergatori locali. La segnalazione è stata ricevuta il 26 novembre, mancava però l’elemento fondamentale: capire in quale struttura ricettiva si trovasse il malintenzionato. Tassello acquisito grazie ad un autogol clamoroso dello stesso “turista”, che ha postato alcune storie su instagram dalla terrazza dell’albergo del centro in cui si trovava. Così ieri i titolari di quest’ultimo sono stati avvertiti e si sono attivati per non subire lo stesso inganno dei colleghi marchigiani. Sull’ammontare preciso del buco – indicativamente intorno a qualche centinaia di euro – e sulla soluzione della vicenda mancano dati certi stante la riservatezza dell’hotel in questione. A venire in mente è anche un’altra scena cult del cinema toscano come la celebre corsa del film “I laureati” di Leonardo Pieraccioni, che assieme a Gianmarco Tognazzi, Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo, con la scusa di far pagare il conto del ristorante a chi arriva ultimo, scappano a gambe levate lasciando il cameriere attonito a sventolare il tovagliolo. Scena peraltro riprodotta da quattro giovani sempre a Montecatini 4 anni fa. Quanto all’autore del rigatino, sempre sui suoi profili social si notano foto e video a in giro per locali a Montecatini, e scorrendo verso il basso in località turistiche della costa adriatica come Senigallia, Riccione, ma anche in Liguria, in particolare Porto Venere e Genova, e così via. Resta l’ombra sul perché l’uomo abbia fornito le proprie vere credenziali, consapevole di diventare così facilmente rintracciabile. Aldilà infatti dei goliardici riferimenti al grande schermo, con queste condotte c’è poco da scherzare. Oltre a generare le legittime pretese creditorie delle strutture, possono infatti configurare il reato di insolvenza fraudolenta, punito fino a un massimo di due anni di reclusione, qualora venga ravveduto il proposito doloso di non adempiere al pagamento della prestazione ricevuta. Lo spirito infatti di chi ha attivato il passaparola, è far sì che simili azioni non si ripetano, o che comunque i controlli siano effettuati al massimo dello scrupolo. 

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di Redazione web