Lutto
Sulla Rai il documentario su Margherita Hack realizzato da un regista di Pescia
“Margherita. La voce delle stelle” è il ritratto dell’astrofisica e divulgatrice realizzato da Samuele Rossi: andrà in onda domani (18 novembre) alle 16 su Rai Tre
PESCIA. Il documentario “Margherita. La voce delle stelle” è stato presentato al Festival dei Popoli a Firenze in anteprima nazionale, in occasione del centenario della nascita di Margherita Hack. Andrà in onda domani alle 16 su Rai Tre, il ritratto dell’astrofisica e divulgatrice di fama internazionale, prodotto da Rai Documentari e Minerva Pictures. Diretto da Samuele Rossi, con la testimonianza di Federico Taddia, giornalista scientifico e collaboratore della Hack e grazie alle registrazioni inedite della voce dell’astrofisica. Nel 1922 veniva alla luce a Firenze, Margherita Hack, una delle menti più brillanti della scienza italiana. Il cortometraggio ricostruisce la straordinaria vita della Signora delle stelle, la prima donna italiana a ottenere il titolo di direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, luogo trasformato in un polo di ricerca di rilevanza internazionale. Vegetariana, amante dei gatti, divulgatrice brillante e amatissima paladina dei diritti civili, mente luminosa anche su temi come fede e scienza. Un racconto diretto da un giovane pesciatino Samuele Rossi, regista, produttore, scrittore e sceneggiatore.
Dopo i documentari “La memoria degli ultimi; Indro”, “L’uomo che scriveva sull’acqua” e “Biografia di un amore”, un nuovo ritratto in cui il registra sprofonda nella vita degli altri. «Un’altra biografia che si aggiunge a quelle che in qualche modo ho già affrontato. È un’attrazione verso una parte del mio lavoro, in particolare questa che non ho cercato, mi è stato proposto di raccontare Margherita. Una biografia estremamente intrigante, spiazzante, significativa e attuale». In primis come regista e poi come uomo racconta la sua esperienza: «Come regista la possibilità di esplorare il racconto biografico, nuovi linguaggi perché il racconto si basa su questa registrazione inedita realizzata negli ultimi anni della vita della Hack. Mentre come uomo, è stato l’incontro con una donna con la d maiuscola che ha messo davanti la propria identità in quanto donna e questo penso sia l’elemento di maggiore attualità. È stato l’incontro con una scienziata che ha sempre fatto del dato oggettivo la prova concreta. Anche questo è molto attuale, in un mondo che fa delle fake news e dell’approssimazione una nuova bussola».
«Una donna appassionata e innamorata della natura, del mondo animale e questo amore è tradotto in un rispetto materno e assoluto – spiega – Tutto questo, mi ha permesso di confrontarmi in modo netto con l’attualità. Prima di girare il documentario, ha approfondito la figura della professoressa Hack ed ecco le caratteristiche che sono emerse: «Tutti i valori di una donna e di una scienziata. Una professionista capace di rendere semplice ciò che non lo è». Se volessimo sintetizzare la figura della professoressa Hack in alcune parole: scienza, formazione, studio, libertà, ironia e sincerità sono sufficienti? «Certo, direi piuttosto che l’onestà intellettuale e umana riassume la figura di Margherita e si collega alla provocazione. L’onestà di interfacciarsi con il prossimo senza filtri, con tutta la sincerità della propria impressione e del proprio carattere, a costo di dire cose scomode. Lei in questo rompeva gli schemi del politicamente corretto bensì non per risultare più intrigante, semplicemente perché era così, sincera in primis verso se stessa e in quello che era. Questo penso sia un grande insegnamento».
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