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Di cultura è possibile vivere e la prova è Poma Liberatutti di Pescia

Di cultura è possibile vivere e la prova è Poma Liberatutti di Pescia

La Fondazione ha aperto da due mesi come spazio di ritrovo e di cultura. Sono già 300 i tesserati. I fondatori: «È diventata un polo d’attrazione»

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PESCIA. Di cultura si può vivere? Esiste un futuro, nel nostro paese, in cui l’editoria tornerà ad essere un’impresa florida? I libri daranno da mangiare agli scrittori, il teatro agli attori e la pittura agli artisti? Periodicamente ritorna il refrain secondo cui il Pil italico potrebbe essere alimentato unicamente o quasi dalla filiera culturale e creativa, in considerazione dell’immane patrimonio di cui disponiamo, ma la vera sfida è rappresentata dagli investimenti, che in questo settore continuano ad essere risibili.

Se questa è la tendenza generale, c’è però chi sceglie di guardare oltre, facendo dello sviluppo del libero pensiero il perno attorno al quale costruire progetti di qualità. Come la fondazione Poma Liberatutti, a Pescia, che due mesi fa ha aperto uno spazio, che in breve tempo è diventato un rifugio per quanti desiderano coltivare le proprie capacità individuali, sperimentarsi imparando cose nuove o mettendo a disposizione di altri i propri saperi e i propri talenti.

Tutto questo grazie ai corsi e ai laboratori, con cui la fondazione offre a chiunque desideri coltivare una passione la possibilità di farlo. Il calendario è in costante aggiornamento e ce n’è per tutti i gusti: da chi vuole cimentarsi nella manipolazione della creta, a chi vuole imparare a scrivere, da chi vuole acquisire tutti i segreti della cucina a chi desidera trarre beneficio dalla pratica di discipline come lo yoga o il tai chi.

Oltre ai corsi, Poma propone serate cinema, serate con musica dal vivo (si sono esibiti tra gli altri artisti del calibro di Pietro Frassi e Alice Innocenti), mostre (la prima inaugurata a pochi giorni dall’apertura dedicata alla scultrice pesciatina Bice Bisordi) e presentazioni.

Poma dispone anche di un refettorio dove è possibile cenare, che da quando ha aperto ha sempre registrato un altissimo gradimento. Ma Paolo Trinci e Rita Fantozzi (nella foto in alto a destra), fondatori di quello che nel manifesto hanno definito “un progetto semplice, ma ambizioso” seppur ispirato a precisi ideali, si aspettavano questa risposta dal territorio? In fondo Pescia è una piccola realtà di provincia, nulla a che vedere con Firenze, Roma o Milano.

«Non ce l’aspettavamo – commentano all’unisono – tanto che siamo indietro rispetto a tutto quello che avevamo in programma di fare, ma piano piano arriveremo a tutto».

Perché oltre a tutte le iniziative che sono partite finora, altrettante sono quelle in ponte, alle quali si lavora alacremente sottotraccia. «Poma è diventato un polo d’attrazione – spiega Paolo Trinci – sono moltissime le richieste di collaborazione che quotidianamente ci vengono sottoposte: c’è chi desidera esporre, chi desidera presentare il proprio libro, chi vuole esibirsi musicalmente o come conferenziere».

La prova, forse, che l’offerta di Poma - giunta dopo due anni in cui la nostra vita sociale è stata pesantemente martoriata - ha intercettato una domanda inespressa, che però c’era già e che non aspettava altro che un’occasione per manifestarsi. Come poi, di fatto è avvenuto.

In soli due mesi Poma conta già 300 tesserati (il tesseramento è facoltativo), ha ricevuto importanti donazioni come quadri, vinili, libri.

Un cortocircuito virtuoso che racconta il bisogno delle persone di tornare a vivere esperienze autentiche, di contatto con sé stessi e con gli altri.

«Il nostro desiderio, anche quando abbiamo concepito il refettorio non era quello di farne un ristorante – spiega Rita Fantozzi – ma di creare un ambiente dove sentirsi a casa». «L’altra sera, per la prima volta abbiamo acceso il camino - continua ancora Fantozzi – e abbiamo avuto modo di vedere come una cosa così semplice abbia suscitato meraviglia e gioia nei presenti, ne siamo stati felici».

A decretare l’appeal di un posto come Poma, a detta di molti, non è il buon gusto negli arredi (che pure è evidente), l’attenzione ai dettagli, la cura dei particolari, quanto piuttosto l’atmosfera che tutto l’insieme riesce a produrre, regalando benessere a chi ne fruisce. Tanti sono i progetti allo studio, a partire dai nuovi corsi, tra i quali segnaliamo quello di scacchi e sceneggiatura cinematografica.

«Importante sarà per noi, nei prossimi mesi, la collaborazione con le scuole del territorio, sia gli istituti superiori che la scuola primaria – ha spiegato Paolo Trinci – con il contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia realizzeremo anche un concorso di cortometraggi».

«Si deve crescere ancora - sottolinea, infine, Rita Fantozzi – siamo consapevoli che si deve lavorare ancora tanto e che ancora tanto abbiamo da imparare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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