Sicurezza
Morì sciando all’Abetone, il sopralluogo: «Pista mal delimitata e fuorviante»
Prosegue l’istruttoria del processo sulla morte di Daniele Monti. Ha testimoniato il comandante del Soccorso alpino della Guardia di finanza
MONTECATINI. Risposte nette, date con sicurezza, figlie dell’elevato grado di esperienza sulla neve e riferite al sopralluogo svolto sul luogo dell’incidente. Quello che il 24 gennaio 2018 costò la vita a Daniele Monti, 52enne di Montecatini che sciava all’Abetone col figlio Mattia. Sono tante le voci sentite nel corso del processo al tribunale di Pistoia (pubblico ministero Grieco e giudice Fontana) , che vede imputati di omicidio colposo l’ex sindaco di Abetone Giampiero Danti in qualità di responsabile delle piste gestite dal consorzio Saf spa e Pietro Nizzi, responsabile e addetto alla manutenzione e sicurezza delle stesse, entrambi difesi dall’avvocato Massimo Panzani del foro di Lucca. Mentre i familiari, parti civili, sono rappresentati dall’avvocato Giovanni Giovannelli.
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L’altro ieri ha testimoniato il comandante del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Edolo (Brescia) Massimo Vezzoli, delegato dalla procura di Pistoia che stava indagando sull’incidente. In più di un’ora e mezzo di audizione, il teste ha ribadito che durante il sopralluogo – eseguito il 28 febbraio 2018 – sul complesso sciistico dell’Abetone e in particolare sulla pista Zeno1, teatro dell’incidente, le palinature atte a delimitare la pista sciabile non sarebbero state sufficientemente visibili né conformi alle normative nazionali (legge 363 del 2003) e locali (disposizioni regionali e regolamento comunale). Con la conseguenza che uno sciatore con poca confidenza con l’impianto non sarebbe stato in grado di discernere il margine della Zeno1, potendone tranquillamente uscire in diversi punti. Soprattutto in caso di neve ghiacciata come nel giorno dell’incidente, quando il 52enne – impiegato nella ditta Tarabori di macchine agricole a Montecarlo – fu proiettato violentemente contro gli alberi, a quanto pare non adeguatamente protetti per eventuali urti. E in assenza di idonea segnalazione come sostenuto dal comandante Vezzoli, il confine tra pista e fuori pista rischia di scomparire. In forte dubbio anche che quel giorno la Zeno1 potesse dirsi chiusa, sia nella teoria che nella pratica. Ma l’istruttoria non è ancora finita, proseguirà dal 21 novembre con gli altri testi della difesa.
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