Il dolore
Nessun superbonus per le case popolari di Pescia, la polemica: «Un’occasione sprecata»
La lista “Pescia solidale” punta il dito contro il Comune per la mancata applicazione. Il vicesindaco Morelli: «Abbiamo un milione e 300mila euro per i nuovi alloggi»
PESCIA. Recentemente Valerio Orsucci, della lista civica Pescia solidale, ha fatto un reclamo nei confronti del Comune nel quale punta il dito sulla mancata applicazione del superbonus sulle case popolari. «Cadono a pezzi, ci tenevo a farle ristrutturare tutte con il 110%». Nel 2021 la Spes ha pubblicato un bando di 45 milioni di euro relativi al superbonus 110% e il presidente della Spes, Riccardo Sensi, dichiarava: «Il decreto rilancio del 2020 ha attivato il superbonus del 110% e noi vogliamo cogliere l’opportunità». Dopo le parole del presidente, Valerio Orsucci, si è attivato per la ristrutturazione di una palazzina del 1967, in via degli Ammannati. «Ringrazio lo studio Orsi – scrive – e il geometra Gianluca Parrella, siamo riusciti a portare a termine i lavori della palazzina, rifacendo completamente la facciata, gli infissi, le caldaie e tutte le canne fumarie, incaricando solo ditte della zona». Secondo la ricostruzione dei fatti, realizzata da Orsucci, qualcosa non ha funzionato nell’applicazione del 110% per gli altri condomini ed inoltre, c’è stato un rimpallo di responsabilità. «Un sistema che pone molti interrogativi – spiega – Lo studio Orsi si è trovato in grosse difficoltà proprio a causa di alcuni documenti che non riuscivano ad avere dal Comune e dalla Spes. Ho denunciato questa situazione perché cadono i calcinacci. Ci sono rischi per le auto parcheggiate e per tutte le persone che devono entrare all’interno dei palazzi». Il polo più grande delle case popolari, in via degli Ammannati, è collocato in uno sfondo particolarmente bucolico, più o meno 16 condomini, un labirinto di abitazioni con un dedalo di strade zeppo di buche. Se non fosse per le crepe nell’asfalto e i fabbricati fatiscenti, chi si imbatte nella zona non penserebbe sia un habitat popolare. Ultimamente, Riccardo Sensi ha dichiarato: «Sulle case popolari non posso dare una risposta esauriente perché farò una conferenza stampa con il sindaco di Pescia proprio sull’argomento».
Rimane il fatto che, ad oggi, un esercito di inquilini si trova ad abitare in condizioni disastrose. Il 110% poteva essere un’occasione unica e importante, per dare una risposta concreta al disagio di molte persone? C’era spazio per migliorare gli alloggi esistenti, e metterli in sicurezza? Secondo l’esponente di Pescia solidale, le risposte sono affermative. «Infiltrazioni, umidità – aggiunge – terrazzi pericolanti. I contatori fuorilegge giacché tutti insieme. Insomma, c’è da dire che da più di 40 anni non sono stati eseguiti lavori ma solo qualche rattoppo» «Com’è possibile – insiste Orsucci – nonostante, abbia accompagnato, in queste abitazionigli amministratori non sono riusciti a far niente? Molti condomini potevano essere risistemati perché sono a maggioranza privati, se l’assessore avesse fatto quello che abbiamo fatto noi, non saremo qui a parlarne». Il Comune di Pescia replica: «Intanto, un milione e 300mila sono per i nuovi alloggi – spiega il vicesindaco Aldo Morelli». Infatti, ad agosto 2022 si annunciava il risanamento della Spes dopo il rischio fallimento. Ricapitalizzando i soldi da utilizzare per la manutenzione straordinaria degli alloggi. E sbloccando 1, 3 milioni di finanziamento statale che serviranno per costruire 8 nuovi alloggi a Pescia. «La Spes – continua Morelli – ha presentato sul Pnrr blocchi di intervento su tutte le case popolari. Con il primo finanziamento, una bella fetta andrà su Pescia e probabilmente su via degli Ammannati. Purtroppo, sono anni che mancano interventi significativi sulle case popolari. La Spes, a causa dei suoi problemi, non poteva far bandi e neppure l’ordinaria manutenzione figuriamoci la straordinaria. Perché oltre un milione è destinato a nuovi alloggi e non alla ristrutturazione? «Secondo me – conclude Orsucci – hanno pensato che conviene costruire piuttosto che risistemare. Il superbonus era gratis, doveva solo essere applicato».
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