Lutto
Lascia la farmacia di famiglia per inseguire il suo sogno: trasformare gli scarti
Montecatini, Eliana Ascioti ha ingrandito l’attività: «La mia vocazione è rendere unici gli oggetti e dar loro valore»
MONTECATINI. Eliana studiava farmacia all’università, per poi prendere in mano, un giorno, la farmacia di famiglia dove già lavorava. Ma l’unica medicina che sembrava farle effetto era la passione per il recupero, restauro e decorazione dei mobili, soprattutto in legno. «Per passatempo raccoglievo gli scarti ai cassonetti e li trasformavo» dice con l’orgoglio di chi non ha paura di sporcarsi le mani per il proprio sogno, che in questo caso per essere avverato è stato proprio riposto in dei cassetti, puntualmente tornati a nuova vita grazie alle sue mani.
Partita qualche anno fa quasi da zero, anche se una vocazione non è mai veramente zero, Eliana Ascioti oggi si gode il suo negozio – che si chiama “IoRiciclo – Officina Artigiana del Recupero” – inaugurato da poco in via Simoncini e che al piano di sotto diventa un laboratorio senza confini dove sperimentare ed esprimere la propria creatività e competenza, disegnando, ritagliando e tinteggiando vecchi mobili di legno ma realizzando anche oggettistica e regali fino ad occuparsi di stoffe e tappezzeria
«Ho iniziato per passione – riavvolge il nastro Eliana – quella di rendere unici e dare valore agli scarti. I social mi hanno aiutato a farmi conoscere, su facebook mettevo le foto prima e dopo i miei restauri e piano piano amici e conoscenti hanno iniziato a commissionarmi i lavori.
«Da lì poi ho partecipato al progetto Pop up rigenerazione urbana della Regione e aperto la prima sede in via Marruota dove sono rimasta tra il 2018 e il 2019. Dopo è nata la collaborazione con Casacolor e la famiglia Berti, con cui abbiamo aperto lo showroom in via Boccaccio. Le cose sono andate sempre meglio fino a quando ho avuto la necessità di ingrandirmi, ho trovato un fondo abbandonato da anni e sono molto contenta. Qualche tempo fa speravo di avere un piccolo garage, invece adesso ho uno spazio molto grande».
Un impiego che la appaga completamente anche dal punto di vista ecologico, aspetto sociale richiamato dal nome della sua attività.
«Mi sono appassionata molto alla bioarchitettura e alle scelte ecologiche negli interni, quindi al green e alla salvaguardia del pianeta. Ho scoperto un mondo bellissimo, a cui ero già sensibile per l’amore per la natura che ho sempre provato. Ma a fare la differenza per me sono state anche le persone, perché ho avuto la fortuna di essere capita col tempo. Quando ho iniziato alcuni erano schifati che prendessi gli scarti dal cassonetto, e anche i miei a differenza di adesso non erano contenti che avessi lasciato l’università e il lavoro. Man mano però ho visto la gente affezionarsi al mio lavoro, se non avessi avuto la spinta della comunità non sarei dove sono adesso. Negli anni le persone mi hanno anche scambiato per una discarica (ride, ndr) portandomi tantissimi mobili e legno, a me fa piacere anche se non posso raccogliere tutto» ironizza. Sul tavolo di lavoro della 36enne sono tanti i progetti, già in corso d’opera o in cantiere. «Sogno di arrivare nelle scuole – confessa – facendo corsi e insegnando che con le mani che si possono svolgere dei mestieri splendidi. Oggi si fa tutto al cellulare e al computer, nessuno si mette più a fare lavori manuali. Prima della pandemia ho fatto corsi per bambini assieme ad una psicoterapeuta e artista di teatro. Dal punto di vista più commerciale sono felice di collaborare con Kartos e Pace ceramica».
E quale messaggio vuole dare ai giovani alla ricerca di un posto nel mondo, una ragazza dalla storia così potente che coniuga l’ambiente al sociale in un mestiere come l’artigianato che sta scomparendo? «Consiglio di dedicarsi anima e corpo alle proprie passioni, di provarci, fallire e andare dritto. Non ci sono segreti. Solo passione, sudore, e voglia di imparare. Io non ho sabati né domeniche, ma sono felice di fare quello che faccio. Perciò dico di crederci sempre, perché è possibile inventarsi un lavoro sulla propria persona».
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