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Sindaco e questione incompatibilità la discussione in consiglio comunale

di Maria Salerno
Sindaco e questione incompatibilità la discussione in consiglio comunale

Il parere della Prefettura sul quesito per la condanna della Corte dei conti

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PESCIA. Spetterà al consiglio comunale ogni valutazione circa la presunta incompatibilità del sindaco Oreste Giurlani in quanto amministratore condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti quando era al vertice di Uncem.

Così la Prefettura di Pistoia si è espressa nei confronti del quesito sollevato da Salvatore Leggio, coordinatore dell’associazione “Pescia è di Tutti”, che lo scorso mese di luglio aveva sottoposto al giudizio dell’ente la presunta incompatibilità del sindaco Oreste Giurlani secondo l’articolo 63 comma 5 del decreto legislativo 267/2000 che si applica, tra gli altri, anche agli amministratori condannati in via definitiva della Corte dei Conti.

Nel parere del Ministero dell’Interno del 14 giugno 2021 si legge che non può ricoprire la carica di sindaco, di presidente della provincia, di consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale “colui che, per fatti compiuti allorché era amministratore o impiegato, rispettivamente del Comune o della Provincia ovvero verso istituto od azienda da essi dipendente o vigilato, è stato, con sentenza passata in giudicato, dichiarato responsabile verso l’ente, istituto o azienda e non ha ancora estinto il debito”.

La Prefettura di Pistoia ha sottoposto il quesito al vaglio del Ministero dell’Interno, il quale a sua volta ha rimesso la responsabilità di valutare la sussistenza della presunta incompatibilità al Comune stesso e dunque al suo consiglio comunale che dovrà pronunciarsi nel merito del rapporto esistente tra Uncem (che rappresenta la parte danneggiata) e il comune di Pescia.

In particolare il consiglio è chiamato a stabilire se il Comune eserciti un’attività di controllo o vigilanza nei confronti di Uncem afferma il Ministero.

Nella sua richiesta, Leggio mette in evidenza come il Comune di Pescia fino al 2016 sia stato socio di Uncem, esercitando su tale organizzazione poteri di indirizzo e vigilanza che spettano agli aderenti secondo lo statuto dell’associazione, al contempo il primo cittadino è stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di una somma in favore di Uncem, da qui la presunta incompatibilità che minerebbe anche la legittimità degli atti amministrativi a cui il sindaco Giurlani ha concorso dopo la sentenza.

«Il fatto che la Prefettura di Pistoia abbia ravvisato la necessità di chiedere un parere al Ministero dell’Interno dimostra che le nostre valutazioni fossero degne di attenzione e non infondate o pretestuose come vengono sempre definite da alcuni – ha sottolineato ancora il coordinatore Leggio – Il Ministero afferma che spetta al consiglio comunale pronunciarsi: se il presidente del Consiglio non avesse la sensibilità istituzionale di sottoporre lui stesso la valutazione al Consiglio, ci aspettiamo che altri consiglieri si attivino affinché il Consiglio si pronunci».« Tutti i consiglieri comunali, al di là della loro appartenenza politica, sono amministratori pubblici con profili di responsabilità, non solo politica, verso l’ente che hanno l’onore di amministrare – aggiunto Leggio – Ci auguriamo pertanto che, senza alcun indugio, la questione venga affrontata. Non possiamo permetterci di avere un’amministrazione comunale guidata da un sindaco i cui atti potrebbero essere viziati qualora fosse constatata l’incompatibilità».

Interpellato sulla questione, il sindaco Oreste Giurlani ha preferito non rilasciare alcun commento sulla questione.


 

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