Sicurezza
Con l’abbonamento ma senza posto: all’ospedale di Pescia è impossibile parcheggiare
Protestano i dipendenti Asl che hanno una convenzione con il gestore degli spazi: «Gli stalli disponibili sono meno rispetto al numero dei lavoratori che hanno pagato»
PESCIA. «Paghiamo un abbonamento mensile, ma non sempre riusciamo a trovare parcheggio». È quanto denunciano alcuni dipendenti della Asl Toscana Centro che lavorano nella zona ospedaliera di Pescia e che pur avendo un’area del parcheggio ospedaliero “riservata”, quella su due piani in via di Boboli, non sempre riescono a trovare stalli disponibili per la sosta.
Stando così le cose, ai dipendenti non resta che parcheggiare negli stalli destinati agli utenti pagando una tariffa piena pari a 1, 50 euro l’ora o 6 euro al giorno. «Già consideriamo discutibile che si debba pagare il parcheggio per andare a lavoro – ha spiegato Francesca Fanucchi, dipendente Asl – a Pistoia il parcheggio per i dipendenti è gratis ad esempio, ma dal momento che abbiamo sottoscritto una convenzione con la società che gestisce i parcheggi accordandoci per un abbonamento mensile al costo di 10 euro ci sembra assurdo non trovare nemmeno uno stallo vuoto». Nel 2012, la Pe.par, società che gestiva i parcheggi ospedalieri prima del subentro nel 2017 di Apcoa Parcking Italia nel proprio asset aziendale, aveva sottoscritto un accordo con il Comune di Pescia, la Asl e i sindacati che prevedeva la sottoscrizione da parte dei dipendenti di un abbonamento mensile (al costo di 10 euro più Iva) a fronte dell’impegno del Comune ad adottare tutti i provvedimenti necessari a far rispettare le norme del codice della strada e a regolamentare il traffico e la sosta nelle aree limitrofe alle aree a parcheggio a pagamento, per far sì che le auto venissero convogliate all’interno delle stesse. Non solo, tra i punti dell’accordo, c’era anche l’impegno della Società della Salute e dei sindacati a promuovere tra i propri rappresentati l’utilizzo delle aree a parcheggio gestite allora dalla Pe. Par e oggi da Apcoa, divisione italiana del gruppo europeo “Apcoa Parking Group”, principale operatore di parcheggio in Europa con oltre 45 anni di esperienza nel settore. Chi ha sottoscritto il contratto prima del 2018, come Francesca Fanucchi, lo ha fatto con Pe.Par, ma ad ogni modo nessuno ha ricevuto comunicazioni circa il cambiamento delle condizioni al subentro del nuovo gestore. «Abbiamo provato a metterci in contatto col gestore – riferiscono i dipendenti – ma non abbiamo sortito nessun effetto, se non un rimbalzo di responsabilità che di fatto non cambia la situazione né aiuta a risolvere il problema».
Le criticità maggiori si riscontrano in inverno dove il numero di dipendenti utilizzatori del servizio cresce (forse perché probabilmente in estate alcuni si recano al lavoro in bicicletta) . «Probabilmente dopo la stagione estiva i richiedenti aumentano, ma allora sarebbe sensato aumentare anche gli stalli o in alternativa non sottoscrivere più abbonamenti degli stalli disponibili. Chi entra a lavoro a mezzogiorno, infatti, non trova mai da parcheggiare – ha sottolineato Fanucchi – perché ci sono i colleghi che sono entrati la mattina che hanno già occupato tutto». Nel cambio turno alcuni posti si liberano, ma non può essere una corsa all’oro la ricerca di parcheggio. Ci sono poi altre aree riservate agli utenti, come quella adiacente alla chiesa San Francesco, dove gli stalli rimangono sistematicamente vuoti. «E allora ci sembra ancora più assurdo – conclude Fanucchi – dovere ammattire alla ricerca di un parcheggio o pagarne uno a tariffa piena all’ingresso principale quando esistono altre aree disponibili praticamente inutilizzate».
Il parcheggio ospedaliero è costituito da 5 aree per un totale di 610 posti auto.
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