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Lorenzini, i disagi degli studenti: «Su 5 sedi non si può continuare»

di Maria Salerno
Lorenzini, i disagi degli studenti: «Su 5 sedi non si può continuare»

In biblioteca sono stati portati i banchi a rotelle ma non per tutti i ragazzi. Mancano le lavagne interattive e quelle tradizioni non possono essere appese

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PESCIA. «Un liceo su 5 sedi non può andare avanti». Questa è una certezza per gli studenti del liceo Lorenzini, che ieri sono tornati sui banchi con un orario pieno (di 5 ore e non più 3 come era stato finora) , ma ancora con tanti disagi.
Anzitutto quelli logistici di essere dislocati in 5 sedi sparse per la città, che comporta soprattutto per gli insegnanti la spola tra un plesso e l’altro con conseguenti perdite di tempo.
Se i lavori per recuperare le 13 aule nella sede centrale del Lorenzini sono stati ultimati, quelli all’ex tribunale necessitano ancora di qualche giorno, ragion per cui sono stati reperiti gli spazi mancanti all’interno della biblioteca comunale e la scuola primaria di Valchiusa.
«Siamo grati alla preside di Valchiusa e anche al sindaco Giurlani che ci ha detto di avere realizzato un mezzo miracolo con questa soluzione – ha sottolineato Simone Santo, uno dei rappresentanti degli studenti – ma allo stesso tempo vorremmo che non ci si adagiasse sugli allori e si smettesse di pensare ad una soluzione vera, che non può essere questa».
Nonostante gli spazi, in extremis, siano stati trovati, i ragazzi raccontano di disagi “reali” che li hanno fatti sentire “profughi nella loro città”.
«In biblioteca sono stati portati i banchi con le rotelle – racconta Simone Santo – ma nella mia classe siamo in 23 ad esempio e i banchi erano solo 19. Mancano le lim (le lavagne interattive multimediali nda) , oggi indispensabili a certi insegnamenti, ma anche quelle tradizionali, che in alcuni casi non potevano essere attaccate alle pareti. Ma il problema più grave resta quello dei laboratori (fisica, chimica, biologia) che per l’indirizzo di Scienze Applicate sono dei veri e propri strumenti di lavoro, come il dizionario di latino e greco per gli studenti del Classico».
« Gli spazi a questi riservati – va avanti Simone Santo – sono stati adibiti ad aule e molto probabilmente fino a gennaio sarà così».
Raggiungere la palestra è un problema per tutti: «Il tempo di andare e tornare è già trascorsa l’ora» dicono gli studenti, che non vogliono in nessun modo negare che “il mezzo miracolo” sia effettivamente avvenuto, ma non basta.
«Di fatto siamo accampati e non abbiamo idea fino a quando». Anche quando gli spazi all’ex tribunale saranno disponibili (5 novembre pare) i disagi non finiranno.
In tutto ciò, l’unica a usare toni rassicuranti è la Provincia di Pistoia, che in una nota alla stampa sottolinea “di avere rispettato l’impegno preso con la comunità scolastica nei vari incontri aperti, con un ritardo di soli sei giorni rispetto alla data ipotizzata ad agosto”.
I lavori per il recupero delle aule nella sede centrale del Lorenzini sono stati realizzati dalla Provincia per un importo complessivo di circa 198 mila euro (di cui circa 187 mila finanziati dalla Fondazione Caript e 10 mila a carico della Provincia).
Inoltre, sono in corso ulteriori interventi per un importo complessivo di circa 158 mila euro (di cui 150 mila finanziati dalla Fondazione Caript e circa 8 mila a carico della Provincia) , finalizzati al reperimento di ulteriori spazi ad uso didattico all’interno dell’ex tribunale di Pescia che sostituiranno, non appena pronti, gli spazi provvisori della biblioteca e della scuola primaria di Valchiusa.
A conclusione degli interventi l’impegno finanziario sarà di circa 900 mila euro.
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