Attenzione
Il Lorenzini si schiera: «No ai doppi turni», in centinaia scendono in piazza – Video
Gli studenti del liceo hanno manifestato nelle strade del centro di Pistoia. Ancora non disponibili le aule promesse all’ex tribunale e al teatro Pacini
PISTOIA. «L’istruzione è un diritto, non una cortesia», c’era scritto sul grande striscione che apriva il corteo di alcune centinaia di studenti del Lorenzini .Invece, per questi ragazzi costretti a fare i doppi turni in attesa che almeno 15 aule del loro storico istituto siano messe in sicurezza, l’istruzione non sembra essere una cortesia quanto piuttosto una chimera.
Il pugno di aule da ricavare fra teatro Pacini ed ex tribunale, che darebbe un minimo di sollievo all’istituto in piena diaspora, è ancora in fase di restauro , anche se l’inizio dei lavori risale a inizio estate.
«Il Lorenzini crolla ma non molla», è stato quindi il primo slogan della manifestazione, che ha fatto capire alle istituzioni che questa scuola non vuole arrendersi a un destino che, a molti pare segnato. Per questo, alle 9 in punto, tutti gli studenti del Lorenzini si sono mossi prima verso il Globo poi verso piazza Duomo. Una loro delegazione è stata anche ricevuta in Provincia, visto che spetta a quest’ente la competenza sull’edilizia scolastica.
Per attirare l’attenzione dei mass media, tanti sono stati i cartelli coloratissimi fatti con il cartoncino bristol, branditi da una comunità di studenti che , oggi, ha compiuto un passo decisivo verso la sua maturità individuale. I passanti hanno guardato con ammirazione questo serpentone di giovani e giovanissimi sfilare educatamente per le vie cittadine. Giunti in piazza Globo, nel salotto buono della città, i giovani si sono messi ad ascoltare le esortazioni dei loro rappresentanti di istituto. Non si sono sentite grandi orazioni ma parole accorate che hanno invitato tutti a non mollare perché la loro tanto amata scuola corre davvero il rischio di sparire.
Questo non tanto perché non si intravedano all’orizzonte delle soluzioni tampone, come le aule ricavate nell’ex tribunale, ma perchè il Lorenzini ha già subito un forte calo di iscrizioni per l’anno scolastico in corso e le pre iscrizioni di gennaio vengono attese da tutti con timore, visto che si teme che saranno ben pochi i genitori che vorranno iscrivere i loro figli a una scuola che deve collocare i suoi studenti in vari angoli della città.
In piazza Duomo, dove la manifestazione si è sciolta in un happening gioioso con tanto di musica dance, la segretaria del sindacato della scuola della Cgil Lucia Bagnoli, ha lodato la forza di volontà di questi ragazzi.
«Gli studenti del Lorenzini, molti dei quali saranno i docenti di domani, cercano di porre rimedio a una situazione gestita male sin dall’inizio sia dal sindaco di Pescia che dalla preside. Non si doveva arrivare a questo punto, anche perché era noto da tempo che erano necessari interventi urgenti».
Di situazione ormai cronicizzata ha parlato invece il consigliere regionale di Fdi Alessandro Capecchi: «Si è creata una tale emergenza che è difficile ipotizzare quando gli studenti potranno tornare a fare lezione».
Critica anche la posizione del vice sindaco di Chiesina Uzzanese Lorenzo Vignali: «I lavori dovevano essere terminati per il 15 di ottobre. I ragazzi invece sono sempre costretti a orari ridotti, spezzati e doppi turni. Una situazione snervante e umiliante».
Chi poi, in ogni caso, è contrario a un qualsiasi ipotesi di allontanamento del Lorenzini da Pescia è l’ex studente Cosimo Lamichhane, ora nel direttivo provinciale di Italia Viva: «Il Lorenzini non deve andarsene da Pescia. Ne va della sua identità».
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