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Panapesca, stop al presidio dopo 8 giorni

La manifestazione dei giorni scorsi
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La manifestazione dei giorni scorsi

Gli addetti del settore logistica in sciopero hanno sospeso la protesta ai cancelli dell’azienda. Si profila una convocazione delle parti in prefettura dopo il tentato blocco dei camion in uscita

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MASSA E COZZILE. Davanti ai cancelli della Panapesca il gazebo dei lavoratori in sciopero è stato momentaneamente smontato e le bandiere del Si Cobas sono sparite. Dopo gli attimi di tensione vissuti ieri mattina, quando un tentativo di bloccare i camion in uscita e in ingresso dalla ditta ha provocato l’intervento della polizia, la prefettura ora dovrebbe aver convocato informalmente le parti per avere un quadro esaustivo della situazione.

Non si tratta di una mediazione sindacale visto che tale prerogativa esula dai compiti dell’ufficio del governo. Tuttavia, si tratta comunque di un tentativo di far calare la tensione che, inevitabilmente, giorno dopo giorno tende a salire.

« Ci teniamo a chiarire – hanno detto all’unisono Vittorio De Micco presidente della Panapesca e l’amministratore delegato Luca Papini – che il presidio degli scioperanti non si è sciolto perché noi abbiamo accettato di aprire un canale di trattativa. La nostra posizione resta quella di partenza, vale a dire di chiusura totale a richieste a nostro parere pretestuose. Noi, tuttavia, ci rendiamo disponibili a un incontro in Prefettura, qualora venissimo convocati, per spiegare le ragioni dell’azienda».

Sulla data di quest’ipotetico incontro in prefettura, però, non c’è ancora alcun tipo di conferma.

«Se convocati in prefettura – prosegue il presidente dell’azienda Vittorio De Micco – produrremo tutte le evidenze necessarie per dimostrare che la busta paga dei lavoratori della logistica risponde in pieno ai parametri sindacali comunemente adottati nel nostro paese. Le retribuzioni medie dei lavoratori che stanno scioperando sono in media di 1417 euro e oscillano dai 1100 euro ai 1600, a seconda delle varie variabili di legge».

Iniziato venerdì 23 settembre, lo sciopero dei dipendenti della logistica ha coinvolto circa venti dei venticinque operai di questo comparto. Fra le cause di questa agitazione, il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità al momento del passaggio dei lavoratori dal consorzio Farum alla Panapesca che, in piena pandemia, ha provveduto a contrattualizzare direttamente questi operai in tutti i suoi stabilimenti italiani.

Altro motivo del contendere è la quantificazione dell’indennità per il lavoro al freddo che l’azienda riconosce per un importo ritenuto non sufficiente dai lavoratori.

Infine, questione ancor più divisiva, è quella del riconoscimento del lavoro straordinario. Mentre da un lato l’azienda applica il meccanismo della “flessibilità oraria”(comunemente detta “banca delle ore”), adottata in virtù di un precedente accordo con i sindacati, dall’altra i dipendenti della logistica ne chiedono l’abolizione.

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