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Il sindaco contro il presidente Giani: «Era al Pacini ma da noi non è venuto»

Il sindaco Oreste Giurlan
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Il sindaco Oreste Giurlan

Gli rimprovera la poca chiarezza sulle risorse attese per i lavori al Mefit

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PESCIA. «Sono felice che il presidente della Regione Eugenio Giani abbia passato una bella serata al nostro teatro Pacini – ha detto il sindaco di Pescia Oreste Giurlani – ma, visto che era in città proprio negli stessi minuti in cui nel vicino palazzo comunale si stava tenendo un importante consiglio comunale sul Mefit che continua a essere a rischio di chiusura, qualche minuto per incontrare me e i consiglieri lo poteva pure trovare, magari per spiegarci il perché ancora non si riesce a utilizzare i due milioni di euro che la Regione Toscana ha stanziato per il Mefit».

Parole pesanti come macigni quelle che il sindaco di Pescia rivolge all’indirizzo del presidente Eugenio Giani che, venerdì scorso, aveva partecipato a sorpresa alla proiezione di un film al teatro Pacini di Pescia, nell’ambito di un’iniziativa culturale organizzata e promossa dal comune di Massa e Cozzile che, non disponendo di uno spazio adeguato all’interno del suo territorio comunale, aveva pensato bene di avvalersi della splendida location del teatro pesciatino.

«Siamo felici che Eugenio Giani abbia potuto ammirare il nostro teatro che, fra pochi giorni, renderà peraltro nota la sua programmazione per i mesi invernali, con il fiore all’occhiello della sua stagione di prosa. Tuttavia – continua il sindaco – ho trovato quanto meno di cattivo gusto che non abbia pensato minimamente di farci visita in Comune, visto che avevo comunque provveduto ad avvertirlo per tempo che, proprio venerdì sera, si sarebbe svolto un consiglio comunale dedicato esclusivamente al Mefit che, in una situazione veramente drammatica, corre il rischio di affondare definitivamente anche perché i due milioni di euro a suo tempo stanziati dalla Regione ancora non sono disponibili per il loro utilizzo e questo perché, con ogni probabilità, sono rimasti invischiati in pastoie burocratiche che, come in questo caso, possono giocare a sfavore dei cittadini».l

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