Il Tirreno

Montecatini

Musei

L’Accademia Scalabrino fa festa: il capolavoro alla fine torna a casa

di Giancarlo Fioretti
Il trasloco è stato effettuato nei giorni scorsi
◗
Il trasloco è stato effettuato nei giorni scorsi

Dopo circa 10 anni al Moca, il dipinto “Vita” di Annigoni cambia sede

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. L’Accademia Scalabrino, che grazie alla fondazione Banca Vival si appresta a breve a divenire uno dei poli museali più importanti della provincia, riaccoglie a braccia aperte Vita, il grande capolavoro di Pietro Annigoni che per circa 10 anni è stato esposto al Moca. L’avanzamento dei lavori a Villa Ortensie, sede dell’Accademia ha consentito alla fondazione Banca Vival di procedere al trasferimento del dipinto proprio nella parete che Annigoni indicò come sede definitiva del suo imponente dipinto. «L’autore – dice Paolo Bellucci, membro del consiglio della Fondazione Vival – indicò il luogo esatto ove la sua opera doveva essere esposta e lo fece inserendo questa condizione nel rogito notarile di donazione».

Da qualche giorno quindi, l’immenso capolavoro di Pietro Annigoni (5 metri x 3 le sue dimensioni) è stato posizionato da una ditta specializzata in trasferimenti di opere d’arte nella sua collocazione definitiva, dotata peraltro di un efficiente sistema d’allarme. Questo in attesa che il bel sogno del polo museale Vival diventi al più presto una realtà.

«Il progetto è già in buon stato di avanzamento – prosegue Paolo Bellucci – e quando avremo definito gli ultimi dettagli potremo partire con lo sprint finale. Mi auguro – conclude – che tutto prenda forma il più velocemente perché le oltre 1000 opere in possesso della fondazione possano finalmente trovare una sistemazione definitiva, assicurando nel contempo una loro fruizione pubblica». Il grande patrimonio artistico in possesso della Fondazione Banca Vival proviene da importanti donazioni che l’Accademia Scalabrino ha ricevuto nel corso del tempo. Una delle più importanti è senz’altro quella della famiglia Chini. Eros e Paola Chini, rispettivamente figlio e nipote del grande Galileo donarono infatti oltre cento fra dipinti, vasi e sculture. In questa donazione è compreso anche quello che viene considerato come il fiore all’occhiello dell’Accademia Scalabrino, vale a dire “La primavera”, suggestivo dipinto già esposto nei musei e nelle gallerie più importanti del mondo fra cui il Prado di Madrid. I futuri visitatori del museo che sorgerà a due passi dalla funicolare, potranno anche apprezzare opere di Emma Ciardi e di Renato Guttuso.

Per ciò che concerne infine le sculture, il fiore all’occhiello del museo che verrà saranno senz’altro le sculture di Alimondo Ciampi, grande artista plastico vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento.Il figlio Giotto Ciampi ebbe un destino lavorativo diverso da quello del padre, laureandosi in ingegneria elettronica. La sua professione lo portò a risiedere negli Stati Uniti e, alla morte del padre, scelse l’Accademia Scalabrino di Montecatini come luogo ideale per meglio perpetuarne la conoscenza artistica. Attualmente sono custoditi nei depositi dell’Accademia moltissimi gessi di Alimondo Ciampi, che non attendono altro che di essere ammirati dal grande pubblico. Una loro esposizione con un percorso museale appropiato potrebbe fare da contraltare alla gipsoteca Libero Andreotti di Pescia che ospita le opere in gesso del grande scultore del Novecento e che costituisce da tempo un’attrattiva importante per tutti gli appassionati di scultura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web