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Pescia in lutto per don Italo, il prete professore che diffondeva l’arte della scoperta

di Annalisa Ercolini
Pescia in lutto per don Italo, il prete professore che diffondeva l’arte della scoperta

A 86 anni si è spento padre Marcantelli, fu amatissimo insegnante di lettere del Marchi. Il vescovo: «Sempre pronto ad ascoltare». Il sindaco: «Grande persona, ci mancherà»

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PESCIA. Lutto nella comunità pesciatina per la morte di don Italo Marcantelli, deceduto all’età di 86 anni, stimato parroco e insegnante di lettere. Pochi giorni fa era caduto a causa di un malore ed era stato ricoverato all’ospedale di Pescia, dove è mancato mercoledì 7 settembre.

Nato nel 1936, fu ordinato sacerdote nella diocesi di Pescia nel 1962 da Monsignor Romoli, nel’70 divenne parroco della Cattedrale di Pescia. Arrivato all’età di pensione continuò per alcuni anni come docente alla Scuola di formazione Teologica, prima di ritirarsi a vita privata. Era molto vicino al gruppo di rinnovamento dello spirito di cui era guida spirituale. Don Italo Marcantelli era un prete, fino all’ultima fibra della sua umanità. Un prete saggio e apprezzato dai suoi studenti dell’Istituto Marchi, dove ha insegnato per decenni. Un uomo giusto al posto giusto, chiaro, riservato e umile. È questo quello che trapela, dopo che la notizia si è diffusa in città suscitando un profondo cordoglio. «Un amico, una grande persona, un grande insegnante – ricorda il sindaco Oreste Giurlani – un prete che ha dato tanto alla nostra comunità. Ci mancherà». Sua Eccellenza Monsignor Roberto Filippini scosso dalla notizia riferisce: «È un grande dispiacere perché questa morte è giunta in modo improvviso, anche se nei mesi passati aveva avuto dei malesseri ma non ho mai sospettato un peggioramento. Anzi, ho continuato a sperare che potesse riprendersi. Lascia un vuoto enorme, la sua vitalità pastorale era molto pronunciata, tanto che offriva il suo ascolto a persone con disagio interiore».

«Un uomo molto apprezzato e di cultura – sottolinea il parroco Don Valerio Mugnaini – che non si limitava solo alla nozione ma approfondiva. Un grande studioso, non solo delle materie sacre». Sui social sono rimbalzati messaggi degli ex alunni e docenti. «Ho avuto il privilegio di essere sua allieva – si legge – con te non era semplice studio, ma un costante esercizio al pensiero. Ci insegnavi l’amore per la cultura, l’arte per la ricerca di ciò che serviva al nutrimento della mente e dell’anima, il discernimento, l’amore per la scrittura. Non erano lezioni ma veri e propri voli ad alta quota». Un altro studente ricorda: «Da noi non si faceva chiamare don, soltanto prof finché siamo andati a scuola e dopo semplicemente Italo. Lui rimane vivo in tanti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo». Innumerevoli le dimostrazioni di affetto. Don Italo Marcantelli non cercava la visibilità ma la più nobile intenzione, il dialogo profondo con le persone. 

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