Gioco
Alival, accordo raggiunto i licenziamenti saranno 149
Per i lavoratori incentivi all’esodo e piani di ricollocamento
Ponte Buggianese. Ieri all’assemblea dei lavoratori Alival – produttrice di formaggi molli a pasta filata – a Ponte Buggianese, è stato presentato l’accordo raggiunto a livello nazionale tra le parti. L’accordo di gestione sociale del piano industriale della società Alival (gruppo Nuova Castelli controllato da Lactalis) per gli stabilimenti di Reggio Calabria, Ponte Buggianese e Santa Rita (Grosseto) è stato sottoscritto mercoledì 31 agosto presso l’associazione datoriale Unionfood di Milano.
La Società ha riconfermato l’impegno a favorire progetti di reindustrializzazione dei siti con il coinvolgimento delle parti sociali e delle istituzioni competenti.
L’accordo, inoltre, prevede l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo per 149 persone nel periodo compreso dal 21 settembre al 31 dicembre 2022 il cui unico criterio di individuazione del licenziamento sarà la non opposizione. La società ha confermato che non ci saranno risoluzioni di rapporti di lavoro non prima del 30 marzo 2023 ad eccezione di quanto sopra definito. È prevista una incentivazione all’esodo per 32mila euro e un servizio di ricerca di nuove opportunità occupazionali con costi a carico dell’azienda. Sempre per individuare soluzioni non traumatiche di gestione del piano industriale, si concepisce la possibilità di una serie di ricollocazioni in alcune società del gruppo e pari ad un totale di 10 in area produttiva a Porcari e 3 nell’area impiegatizia a Reggio Emilia e 4 Porcari. A queste si aggiungono ulteriori 4 ricollocazioni in area produttiva a Ragusa e 5 impiegati tra Milanoe Collecchio, e 3 a Milano. In più il ricollocamento sarà possibile anche nelle aree produttive degli stabilimenti del Gruppo Galbani di Certosa, Casale Cremasco e Corteolona. Anche per questi trasferimenti è previsto un piano di sostegno economico per coloro che decideranno di trasferirsi. In questo periodo le parti sociali si attiveranno con tutti i soggetti istituzionali in grado di sostenere e favorire la reindustrializzazione dei siti produttivi interessati alla chiusura. A fronte di reali percorsi di reindustrializzazione la società ha riconfermato la disponibilità a garantire la continuità dei siti oltre il 30 marzo 2023.
Nei prossimi giorni a Fai-Flai-Uila si attiveranno per ricostituire i tavoli istituzionali al fine di verificare i possibili strumenti di sostegno alla ricerca di soluzioni che permettano la reindustrializzazione. «I lavoratori sono messi di fronte ad una scelta drammatica – commenta Carla Cocci, responsabile nazionale dell’Ugl agroalimentare – La mia speranza è riuscire dopo questi interminabili mesi di stallo ad aprire un confronto sulle prospettive future sui tavoli regionali. Solo una reindustrializzazione o la salvaguardia dell’occupazione nei rispettivi territori potrebbe avere una valutazione positiva»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
