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Terme di Montecatini: le banche presentano istanza di fallimento

Terme di Montecatini: le banche presentano istanza di fallimento

Il sindaco: «Credo che i montecatinesi abbiano le scatole piene di una situazione che si trascina dà troppo tempo ed una svolta è comunque necessaria. Se serviva questa istanza a smuovere tutti, almeno ha avuto una sua utilità. Che si debba risolvere la crisi aziendale e la situazione debitoria una volta per tutte è condiviso da tutti. Una volta tolta la zavorra dei debiti, si può ragionare di rilancio»

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MONTECATINI TERME. Un'istanza di liquidazione giudiziale della società Terme di Montecatini è stata presentata da un pool di banche creditrici al tribunale di Pistoia. È quanto si apprende dalla Regione Toscana, socio insieme al Comune di Montecatini Terme, che spiega di aver ricevuto nei giorni scorsi la comunicazione da parte del tribunale pistoiese. Era ormai da tempo nota, si osserva sempre dalla Regione, «la situazione di criticità in cui versa la società, aggravata nell'ultimo periodo dalla crisi pandemica che ha messo in ginocchio il settore termale e dai recenti aumenti dei costi energetici. Del resto, Regione e Comune hanno anche recentemente rinnovato, ben prima di questa istanza, la richiesta all'amministratore unico di individuare uno strumento di risoluzione della crisi anche tra quelli innovativi che sono stati introdotti dal nuovo codice della crisi e della insolvenza. È stata convocata una assemblea dei soci per l'illustrazione da parte dell'amministratore delle attività svolte e delle azioni che saranno intraprese nei tempi più rapidi possibili. Rimane ovviamente l'impegno dei due soci pubblici a trovare una soluzione che possa consentire la continuità dell'attività termale e la salvaguardia del patrimonio pubblico, tenuto conto sia del recente riconoscimento di Montecatini quale città termale riconosciuta patrimonio dell'Umanità Unesco nel 2021 sia dei vincoli posti dal Ministero della Cultura sugli immobili che costituiscono il complesso delle Terme di Montecatini spa. Regione e Comune monitorano quindi con attenzione l'evoluzione della situazione e garantiscono il proprio impegno a mettere in atto tutte le azioni che le norme consentano per assicurare che la storica vocazione termale del territorio venga preservata». 

«In questo momento storico della società, il deposito di un'istanza di fallimento è un fatto che non cambia la situazione né la complica», commenta il sindaco di Montecatini, Luca Baroncini, che aggiunge: «Chi vanta dei crediti pretende giustamente che siano soddisfatti, è un suo diritto. Anche dal punto di vista dei tempi, il deposito dell'istanza fa sì che ci siano pochi mesi per trovare una soluzione e, in assenza dell'istanza, la società avrebbe avuto lo stesso pochissimo tempo per arrivare a un accordo con i creditori. Forse questa mossa è servita a mettere finalmente il socio di maggioranza di fronte alla cruda realtà. Adesso anche la Regione deve muoversi. E ne è consapevole. La società ha già avviato un dialogo con le banche e i loro consulenti. Il ministro del turismo Garavaglia da parte sua ha chiesto un incontro urgente con Draghi, Cassa Depositi e Prestiti e i soci a Palazzo Chigi per trovare assieme una soluzione celere. I privati interessati stanno a loro volta dialogando».

«Credo che i montecatinesi - prosegue - abbiano le scatole piene di una situazione che si trascina dà troppo tempo ed una svolta è comunque necessaria. Se serviva questa istanza a smuovere tutti, almeno ha avuto una sua utilità. Che si debba risolvere la crisi aziendale e la situazione debitoria una volta per tutte è condiviso da tutti. Una volta tolta la zavorra dei debiti, si può ragionare di rilancio. La buona notizia è che non c'è più tempo per rimandare. Del resto va anche detto che, a mio modesto parere, un fallimento (oggi chiamato liquidazione giudiziale), prevedendo la vendita singola degli immobili, non sarebbe attuabile nel caso di Terme di Montecatini spa, perché potrebbe risultare deleterio per gli interessi degli stessi creditori che prenderebbero meno da un fallimento che da una trattativa diversa. Questo perché gli immobili del compendio termale se messi all'asta separatamente è molto difficile che siano acquistati da qualcuno dal momento che non ci si può far altro che termalismo e non avrebbero la garanzia della disponibilità delle acque».

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