Sicurezza
San Michele sogna l’impresa: «Ora vogliamo il terzo Palio»
I verdeoro hanno conquistato gli ultimi due titoli nel 2018 e nel 2019. È il più giovane dei rioni e la sua nascita si rivelò abbastanza “laboriosa”
PESCIA. Drago verde in campo oro: questa l’effige che campeggia sullo stemma del rione San Michele. Non a caso il drago fu scelto come simbolo per rappresentare il rione situato nella zona sud-ovest della città, nell’iconografia religiosa, infatti, la figura di San Michele è raffigurata con un drago sotto i piedi. San Michele è il più giovane dei rioni cittadini e la sua nascita si rivelò abbastanza “laboriosa”. Pare che inizialmente i cittadini della zona interessata non fossero particolarmente convinti della costituzione della nuova associazione, ma complice il coinvolgimento – da parte dei promotori – degli abitanti della zona sud della città (Alberghi) nel febbraio del 1981 il rione vide la luce. Ricorda Guerrino Braccini in un articolo realizzato in occasione del decennale dalla nascita: “la reazione dei cittadini è immediata: non si accetta che il rione nasca agli Alberghi e così, di colpo, l’indifferenza lascia il posto ad un interesse sollecito; comunque vadano le cose il tentativo è riuscito: il rione San Michele si farà”. Nei suoi 38 anni di storia, San Michele ha conquistato 8 pali, di cui gli ultimi due: nel 2018 e nel 2019. «Questo rappresenta per noi uno stimolo e una motivazione importante – ha sottolineato il presidente Gino Landi – nel 2018 erano 10 anni che non si vinceva e portare il palio a casa è stato come portare olio nel lume, naturalmente confidiamo di vincere anche quest’anno». Insieme a questo auspicio il presidente ha voluto ricordare gli sforzi e l’impegno di coloro che negli ultimi due anni, nonostante la pandemia, hanno contribuito in tutti i modi “a tenere il minimo acceso” lavorando ai vestiti, al coinvolgimento dei bambini e a tutti quegli elementi che fanno sì che la vita del rione prosegua. «A loro va un sentito ringraziamento – ha sottolineato – questi due anni di stop, infatti, hanno messo a dura prova la sopravvivenza del rione, di tutti i rioni, perché la vita associativa rappresenta esattamente tutto quello che è stato bandito dal Covid: cene, riunioni, assembramenti. Questo ha fatto sì che qualcuno si sia allontanato, ma piano piano speriamo di potere tornare alla normalità». Le attività del rione, infatti, non si esauriscono in quelle propedeutiche alla disputa del Palio, che ne rappresentano solo una parte. San Michele organizza la festa della castagna, il concorso di pittura e di poesia, partecipa alle giornate medievali, a cene e tornei nel corso di tutto l’anno. Nel 2022 ha ancora senso portare avanti una tradizione come quella del Palio? «Assolutamente sì – non ha dubbi il presidente – è una cosa importante riunire persone che pensano, discutono e organizzano insieme qualcosa che li accomuna: la loro storia e le loro radici. Oggi non è più come una volta, quando magari si frequentava il rione così come si andava a giocare a pallone in chiesa, sono subentrati altri impegni, altri interessi che distraggono dalla vita rionale, ma è importante preservare ciò che rimane». Fin dalla sua fondazione i gruppi che compongono il rione sono: i figuranti, i musici e gli arcieri. Nel 1997 è nato il gruppo degli Spadari, conosciuto con il nome Foco et Fiamme e che ha già conseguito numerosi successi. Il gruppo degli sbandieratori nasce nel 2000. Ad oggi il “Gruppo Musici e Sbandieratori”, così denominato, si compone di circa 25 elementi tra cui anche tamburini, chiarine e porta stendardo. Dal 2007 il Rione San Michele è iscritto alla Federazione Italiana Sbandieratori e partecipa a numerose competizioni di carattere nazionale e non. Infine gli arcieri, che si allenano tutto l’anno per tentare di portare l’agognato “Cencio” in casa. Sono loro i veri protagonisti del Palio, coloro su cui sono puntati tutti gli sguardi la prima domenica di settembre.
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