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Montecatini

Il negozio Moncini costretto a chiudere: «È un gran dispiacere»

Una veduta interna del negozio di arredi Moncini in via Palestro a Montecatini
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Una veduta interna del negozio di arredi Moncini in via Palestro a Montecatini

La titolare: «Ho inviato segnali senza avere aiuti»

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MONTECATINI. Il negozio Moncini si trova in una viuzza dietro l’Imperiale, vicino al centro ma “nascosto”, un po’ come tutti i veri e propri tesori. Dentro si respira l’autorevolezza dei 60 anni di storia: antiquariato, arredi per gusti ricercati, tappeti, oggetti d’arte, bigiotteria, articoli da regalo. Un tesoro ed una storia costretti ad arrendersi, per mancanza di futuro.

La titolare Elena Moncini, che da tanti anni gestisce l’attività fondata dai genitori, ha deciso di chiudere i battenti. Sconti fino al 70%, fino a fine ottobre, poi la serranda si abbasserà una volta per tutte, recando dolore ed amarezza a chi si è fatta in quattro affinché non accadesse. «Ultimamente tranne i clienti più affezionati non si vedeva nessuno – dice la negoziante – ora che chiudiamo arrivano tutti. Così non va bene, soprattutto in una città dove i negozi di questo tipo sono pochi e ancora meno coloro che si danno veramente da fare per Montecatini. Noi abbiamo fatto tanto, abbiamo allestito per anni i grandi alberghi e servito persone importanti, oltre ad organizzare tanti eventi con argentieri, decoratori, in tema di porcellana e così via. Purtroppo lo sanno in pochi, perché l’eleganza che contraddistingueva questa città è ormai svanita».

Almeno in parte, il dispiacere è alleviato dai tanti sinceri apprezzamenti che arrivano dal via vai di clienti che vengono a curiosare e i più confidenti a salutare lei e le fedeli commesse. «Sono molto riconoscente a coloro che ci apprezzano – aggiunge Elena Moncini – ma purtroppo gli attestati di stima non bastano ad andare avanti. Dover chiudere mi lascia un gran dispiacere, ci soffro giorno e notte perché è tutta la mia vita. Una bell’attività che mi ha dato sempre tante soddisfazioni. Ai tempi delle aste di antiquariato avevamo cinque consulenti, lavoravamo tantissimo. Adesso invece manca clientela, abbiamo resistito grazie al legame coi clienti abituali, che di questo negozio di cui hanno le case piene. Quello che ci ha tagliato le gambe è stato il mercato su internet, Amazon e tutto ciò che è vendita online. Purtroppo oggi il mercato è questo, è ciò che preferiscono i giovani. Forse dipende anche da noi, non siamo stati capaci di trovare la strada giusta. Non facciamo nemmeno più matrimoni, liste di nozze e articoli da regalo, che è il settore in cui eravamo cresciuti tanto».

«Quello che mi mancherà di più è questo rapporto che abbiamo coi clienti – confessa l’esercente, che ritorna poi sui motivi della chiusura – Ad essere sincera non sono mai stata considerata particolarmente, ho mandato tanti segnali ma ho avuto pochi aiuti». Ad incidere nella scelta anche qualche piccolo problema di salute, oltre a motivi personali. Ma la sconfitta, certo segnata anche dalla crisi economica generale, non può che essere di tutta la città.

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