Toscana
Arrestato per violenza sessuale sulla figlioletta dei vicini di casa
Indagine lampo dopo le confidenze della bambina alla nonna
Monsummano Quel segreto che, come aveva promesso al vicino di casa che una volta chiamava “nonno”, non avrebbe mai dovuto rivelare a nessuno, le è sfuggito mentre si trovava insieme alla nonna. Che, lì per lì, credeva di aver capito male. Ma che, man mano che la nipotina le spiegava meglio ciò che era successo, si era sentita gelare il sangue nelle vene: «Mi ha portato nel pollaio, si è seduto su un secchio, mi ha fatto mettere sulle sue ginocchia e mi ha toccata qua sotto».
È con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata che, al termine di un’indagine lampo condotta dai carabinieri di Monsummano, un pensionato di 69 anni è finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico su disposizione del gip del tribunale di Pistoia. L’uomo, quando i militari dell’Arma si sono presentati alla sua porta per notificargli la misura cautelare, è rimasto senza parole, ma quando, assistito dal suo avvocato di fiducia Gianluca Lomi, è stato interrogato dal giudice, ha respinto tutte le accuse, sostenendo di non sapersi spiegare come mai la bambina, che lui conosceva praticamente da sempre, si sia inventata quella storia.
Una storia che però la bambina – poco più di sei anni – ha raccontato, oltre che alla nonna, anche a una psicologa incaricata di assistere la polizia giudiziaria nelle indagini dopo la querela sporta dai genitori ai carabinieri. Ai quali la mamma della piccola ha raccontato di come fosse rimasta sconcertata quando la propria madre le aveva telefonato per raccontarle quello che la nipotina le aveva detto poco prima. La nonna stessa aveva poi spiegato agli inquirenti ciò che era accaduto quel giorno (verso la fine di giugno), delle sue domande alla bambina per avere ulteriori particolari, per capire se quella di cui le aveva appena parlato fosse stata la prima volta in cui il vicino le aveva toccato le parti intime o se lo aveva fatto anche in passato: «È già successo, ma mai senza pantaloni» si era sentita rispondere.
E a quel punto aveva ricollegato il tutto alla forte infiammazione alle parti intime per la quale la nipotina era stata curata alcuni mesi prima. E a come la bambina, dopo averlo a lungo chiamato “nonno”, avesse da qualche tempo iniziato a chiamare semplicemente per nome il vicino di casa, con il quale era solita passare molto tempo per andare a vedere gli animali da cortile, le galline e l’orto.
È stato il risultato dell’audizione protetta in cui la bambina ha parlato con una psicologa a spingere la procura a chiedere al giudice delle indagini preliminari la misura cautelare degli arresti domiciliari. Nel corso del colloquio è infatti emerso come l’indagato, nel tempo (sembra un paio d’anni) avrebbe più volte approfittato della bambina quando si trovavano da soli: in alcune occasioni la piccola si era nascosta nei campi per non farsi trovare da lui. Secondo il gip, un indicazione di come l’uomo (non ne indichiamo le generalità per non rendere identificabile la parte offesa) non sia in grado di controllare le proprie pulsioni sessuali e di come, perciò, sia attuale il rischio di reiterazione del reato.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
