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Bando per il Punto nascite, oltre 330 le candidature

Giancarlo Fioretti
Il Punto nascite dell’ospedale di Pescia, chiuso dal primo giugno scorso: al concorso bandito da Estar allo scopo di riaprire il reparto ci sono state 125 domande per accedere a ginecologia e 207 per il reparto di pediatria
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Il Punto nascite dell’ospedale di Pescia, chiuso dal primo giugno scorso: al concorso bandito da Estar allo scopo di riaprire il reparto ci sono state 125 domande per accedere a ginecologia e 207 per il reparto di pediatria

Riuscirà il Punto nascita dell’ospedale di Pescia a riaprire entro l’autunno? È questo il senso implicito dell’interrogazione alla giunta regionale presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi

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PESCIA. Riuscirà il Punto nascita dell’ospedale di Pescia a riaprire entro l’autunno? È questo il senso implicito dell’interrogazione alla giunta regionale presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi. «Voglio chiarezza sull’esito del concorso per reperire pediatri e ginecologi – afferma Capecchi – visto che le prime prove selettive erano state messe in programma per luglio».

Un po’ di ottimismo arriva dalle parole del suo collega consigliere regionale Marco Niccolai, del Pd.

«Dopo il 30 giugno scorso, data della scadenza del bando di reclutamento, la piattaforma Estar, che si occupa delle procedure concorsuali per conto della Asl, ha proceduto alla verifica dei requisiti dei partecipanti. Si tratta di un lavoro complesso perché ci sono state 125 domande per accedere a ginecologia e ben 207 per il reparto di pediatria. Questa piattaforma assicura la massima trasparenza, consentendo l’accesso ai dati consultabili tramite internet».

Requisito essenziale per la riapertura del Punto nascite è la disponibilità di un organico in grado di sopportare turni h24. Per questo si è reso necessario il reclutamento tramite concorso di 11 pediatri e di 7 ginecologi. «Il Punto nascite può funzionare solo con un adeguato livello di personale – incalza Capecchi – e l’Asl deve fare di tutto per garantirlo.

Non solo per mantenere in vita la struttura ma anche per assicurare il massimo livello di sicurezza alle mamme e ai bambini

Con ogni probabilità, a sollevare i dubbi di Capecchi sulle tempistiche del concorso sono le difficoltà riscontrate a giugno per lo svolgimento delle prove on-line per la nomina del nuovo primario di chirurgia. In quell’occasione la prova fu invalidata perché la piattaforma usata non si dimostrò idonea a garantire la segretezza delle procedure. Anche in quell’occasione, Alessandro Capecchi presentò un’interrogazione assieme al suo collega di partito Diego Petrucci.

«Abbiamo anche chiesto un accesso agli atti del materiale che la Regione ha inviato al ministero – puntualizza Capecchi – per giustificare il mantenimento del Punto nascite».

A esprimere preoccupazione sulla sorte di questo reparto è anche il sindaco di Pescia Oreste Giurlani.

«Dubito fortemente – dice – che il Punto nascite riaprirà nei tempi previsti, cioè fra settembre e ottobre. Ho peraltro esternato questa mia preoccupazione al direttore generale della Asl Toscana centro Paolo Marchese Morello, a cui ho chiesto un incontro urgente».

Il primo cittadino di Pescia non è tuttavia preoccupato solo per il punto nascite, bensì per l’intera situazione dell’ospedale pesciatino.

«Consentire alle donne di partorire ancora a Pescia – sostiene Giurlani – è la nostra priorità. Tuttavia questa non è l’unica criticità che abbiamo. Mancano infatti all’appello tre tecnici nel reparto di anatomia patologica. Questo è un fatto gravissimo perché tutta la filiera della diagnostica viaggia così con il freno a mano tirato».


 

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