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cronaca

Montecatini, acqua pompata dal sottosuolo per riscaldare case e uffici

Pronto il progetto: centrale termica in via delle Padulette


21 giugno 2022 Gianfranco Fioretti


MONTECATINI. L’avvocato Roberto Righi, incaricato dal Comune di Montecatini di seguire l’iter burocratico del teleriscaldamento, è giunto quasi in fondo alla sua fatica professionale. Insieme al geologo dell’ente Marco De Martin Mazzalon, il legale ha messo a punto un piano che sarà sottoposto al vaglio dell’approvazione statale.

«Qualora il progetto dovesse rientrare nel novero di quelli finanziati – afferma l’assessore Emiliano Corrieri, padre nobile di questo progetto – la nostra città avrebbe non solo l’autonomia energetica, ma anche una fonte di entrate costante. Se invece dovesse essere un soggetto privato a volersene occupare – sorride – ben venga, sempre nell’interesse della città».

Il teleriscaldamento è la distribuzione urbana del calore, con produzione centralizzata. Una volta creata una stazione di pompaggio dell’acqua, si procede a farla risalire da una falda, già calda, con una temperatura che si aggira già in natura intorno ai 50 gradi. L’acqua che arriva in superficie dovrà essere portata a una temperatura superiore, nel caso di Montecatini, con l’ausilio di 3 caldaie con una potenza termica totale di 17, 50 megawatt.

«Trattandosi di una progettualità che interessa una città come la nostra – fa notare Emiliano Corrieri – voglio subito sgombrare il campo da eventuali dubbi inerenti la possibilità di danneggiamento delle falde termali. Questo non è assolutamente possibile perché la perforazione attingerà da una falda calda con una profondità oscillante fra i 350 metri e il chilometro. Quindi molto più profonda di qualsiasi vena d’acqua termale presente nel sottosuolo cittadino».

L’energia termica verrebbe distribuita in città attraverso tubazioni interrate per il trasporto dell’acqua surriscaldata. Col teleriscaldamento il calore viene fornito all’utenza con una misurazione e una fatturazione tramite contatore. E sparirebbe quindi l’inquinamento delle tantissime caldaie che trovano ospitalità nelle nostre case perché saranno proprio queste a sparire per prime, visto che sarà l’acqua calda ad arrivare direttamente.

La centrale del teleriscaldamento di Montecatini dovrebbe sorgere nella zona di via delle Padulette, dove si trovano dei terreni di proprietà comunale che possono prestarsi a questo utilizzo.

«Le realtà che ci hanno ispirato – conclude fiducioso l’assessore – sono tutte nel nord Italia. In modo particolare, stiamo seguendo l’esempio di Sesto San Giovanni, che è diventata la città più teleriscaldata d’Italia in rapporto con il numero degli abitanti. Con 60mila residenti serviti dalla rete su un totale di 80mila, Sesto San Giovanni rientra pienamente nei parametri del protocollo di Kyoto sulle energie sostenibili. Del resto – conclude – anche colossi dell’energia come A2A o Hera hanno capito le potenzialità di questo metodo di riscaldamento».


 

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