Toscana
Abbandonata da anni nel degrado la casa per l’emergenza abitativa
La ex scuola era stata ristrutturata per ospitare persone rimaste senza un tetto ma è stata devastata durante la gestione di una coop per l’accoglienza di migranti
MONSUMMANO. Il Comune di Monsummano sta cercando di individuare un ente o un’associazione che possa gestire la ex scuola Montessori, già trasformata in edificio per l’emergenza abitativa ma da tempo in stato di abbandono. La palazzina si trova in via Elsa Morante, in località Grotta Parlanti, e da circa una decina d’anni è stata suddivisa in sei monolocali, con una cucina in comune.
«Si trattava di una risposta alle emergenze abitative improvvise e di breve durata – spiega l’assessora alle Politiche Sociali Roberta D’Oto – tendente a dare una sistemazione provvisoria a individui o a piccoli gruppi familiari in attesa di poter provvedere con una sistemazione di lungo respiro».
Tuttavia, le buone intenzioni del Comune andarono presto a scontrarsi con la complessità della situazione italiana in fatto di migranti.
«Il boom di arrivi in Italia nel primo decennio del nuovo millennio – sostiene il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Mignano – ha finito poi con il coinvolgere anche la nostra città. L’amministrazione comunale di allora fece il terribile errore di affidare la gestione della realtà per l’emergenza abitativa a una cooperativa di accoglienza, che utilizzò le piccole unità abitative per dare ospitalità ai migranti anziché alle famiglie monsummanesi in difficoltà. Il risultato di tutto ciò è stata la completa devastazione della ex scuola Montessori, con arredi sfasciati e gettati dalle finestre e infissi sfasciati ovunque».
Una volta che la cooperativa lasciò l’edificio, tutto la sciava prevedere che la “lezione” sarebbe stata sufficiente e che la ex scuola tornasse a essere impiegata per l’utilizzo per cui era stata ristrutturata, vale a dire l’accoglienza a breve periodo per persone disponibili alla coabitazione.
«Purtroppo – continua Mignano – non fu fatto tesoro di un’esperienza tanto negativa e, dopo poco tempo, nei locali trovò alloggio un cittadino albanese già gravato da alcune condanne, peraltro anche segnalato per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, in breve tempo, fu raggiunto anche dalla moglie e dai suoi due figli. La loro permanenza nella ex scuola è durata quasi due anni fino a quando si sono decisi di recarsi altrove».
Quest’ultima occupazione abusiva ha in pratica finito di distruggere quel poco che rimaneva integro all’interno della struttura. Tutti i mobili, gli infissi e persino i sanitari sono stati distrutti e abbandonati nel giardino che circonda l’edificio. Abbandonata al suo destino, la ex scuola può diventare un rifugio per sbandati o essere ulteriormente vandalizzata.
«Le persone che abitano vicino – conclude Mignano – non sono più disposte a tollerare una situazione del genere. Questa zona era considerata una delle più esclusive della città mentre adesso rischia di essere trascinata nell’insicurezza».
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