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Montecatini

Ragazzino bullizzato, un flash mob nella scuola di Valchiusa

Il flash mob a scuola
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Il flash mob a scuola

L’iniziativa con decine di giovani dopo l’episodio di uno studente vittima di offese e violenza

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Pescia “Ho il diritto di essere rispettato”. “Ho il diritto di sentirmi sicuro”. “Ho il diritto di essere libero”. “Ho il diritto di essere me stesso”. Sono alcune delle scritte che compaiono sui cartelli che gli studenti della scuola media di Valchiusa hanno realizzato in occasione del loro flashmob di sensibilizzazione nei confronti del bullismo, dove erano presenti decine di giovanissimi. L’evento, che si è svolto ieri a mezzogiorno nello spiazzo antistante l’istituto scolastico, ha voluto rappresentare sì un messaggio anti violenza, durante il quale è stato gridato a gran voce no al bullismo, ma allo stesso tempo è stata una legittima affermazione dell’unicità di cui ciascuno di noi è portatore. 
 
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Una marea indistinta di colori, unita dalla chiarezza di un intento. L’iniziativa ha preso le mosse dal grave episodio di bullismo, di cui è stato vittima qualche giorno fa un ragazzino, aggredito da due coetanei alla stazione ferroviaria di Pescia, mentre attendeva l’arrivo del nonno. Il ragazzino è stato prima dileggiato con frasi sessiste e omofobe e poi anche strattonato e picchiato, senza che tra l’altro nessuno dei presenti in stazione, compresi alcuni adulti, siano intervenuti. Condotto all'ospedale di Pescia, i sanitari hanno rassicurato sulle sue condizioni fisiche, ma quanto è accaduto lo ha segnato profondamente. 
 
L’episodio è stato regolarmente denunciato alle autorità dalla famiglia del ragazzo. «La scuola non è intervenire in alcun modo, l’episodio è stato denunciato con la piena consapevolezza che era la cosa giusta da fare – ha sottolineato la preside Antonella Gesuele – ma abbiamo scelto di dare vita a questa iniziativa per manifestare supporto e vicinanza al ragazzo. La risposta degli studenti, anche di quelli che oggi non sono qui presenti, è stata immediata, pronta ed entusiasta. L’intento però non è quello di schierarsi dalla parte della “vittima”, questa iniziativa è rivolta e pensata anche per i bulli perché non si fa mai abbastanza nei confronti di questa tematica».
«Spesso i carnefici sono state vittime e le vittime a loro volta possono diventare carnefici - continua la dirigente scolastica - spesso le cose avvengono nello stesso giorno, ecco perché è importante lanciare messaggi chiari in cui è il rispetto dell’unicità di ciascuno ad essere protagonista indiscusso, sempre. Abbiamo voluto che fosse una rappresentazione arcobaleno, piena di colori, di tutti e per tutti perché la nostra scuola così come altre scuole del territorio, è caratterizzata da molte diversità: di natura etnica, religiosa, socio-economica, ma ognuna merita rispetto e questo deve essere chiaro».
 
La preside ha sottolineato, inoltre, come l’età in cui avvengono gli atti di bullismo, ormai, si sta progressivamente abbassando. «Atti di bullismo avvengono già alla scuola elementare e tutto questo coincide con l’abbassarsi dell’età in cui si iniziano a utilizzare i social network e in generale a navigare sulla rete. Ecco perché i nostri sforzi sono rivolti verso un’educazione alla consapevolezza dell’uso di tali strumenti, soprattutto delle immagini e del fatto che il digitale fa sì che i messaggi, che anche scioccamente possiamo lanciare con leggerezza, abbiano una vita perenne». Anche i grembiuli degli alunni dal prossimo anno scolastico saranno colorati. Attualmente sono bianchi e lunghi per le femmine e neri e corti per i maschi. «Abbiamo preso questa decisione perché il grembiule è solo una comodità per proteggere i vestiti, non una divisa di genere. Ecco perché saranno tutti colorati e a prescindere dal sesso ciascuno potrà scegliere il colore da indossare», sottolinea ancora la preside della scuola media di Valchiusa, Antonella Gesuele.  

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