Il Tirreno

Montecatini

Assalto al Banco alimentare. Sempre di più i nuovi poveri

Simona Peselli
Il magazzino del Banco alimentare della Protezione civile Arci
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Il magazzino del Banco alimentare della Protezione civile Arci

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MONTECATINI. La tendenza è iniziata, inarrestabile, con la pandemia. E oggi ha assunto le caratteristiche di una vera e propria emergenza. Sono sempre di più le famiglie che per mettere insieme il pranzo con la cena sono costrette a rivolgersi alle associazioni di volontariato. Tra chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, anche chi non si trova certo nella fascia più bassa dell’Isee. Una situazione che al “Banco alimentare” di Massa e Cozzile gestito dalla Prociv toccano con mano tutti i giorni.

«Facciamo questo servizio dal 29 marzo del 2020: 880 giorni senza mai un giorno di festa – confessa un instancabile Ivano Lucchesi, presidente della Prociv Arci Lupi di Toscana – Non mandiamo via nessuno a mani vuote, umanamente non ce la sentiamo. A oggi contiamo (comprendendo 60 famiglie ucraine) 290 assistiti. Stiamo veramente facendo i salti mortali per riuscire a continuare a mantenere questa struttura – si sfoga Lucchesi – Con gli aumenti delle bollette e di tutte le spese: da gennaio a oggi abbiamo pagato 12mila euro di affitti e mille euro di bollette al mese».

E la situazione in Valdinievole sta peggiorando.

«Per questo chiediamo di essere aiutati per poter proseguire le nostre attività. Abbiamo fatto domanda al comune di Chiesina Uzzanese per un contributo – commenta Lucchesi – Ho avuto un colloquio con Alessio Torrigiani, presidente della Società della salute, per vedere di riuscire a concretizzare aiuto per la nostra struttura, che è diventata un punto di riferimento per tutte quelle famiglie che hanno bisogno».

Tra gli assistiti, ci sono coloro i che per un cavillo burocratico non riescono ad ottenere il reddito di cittadinanza, oppure hanno un Isee alto ma solo perché hanno un’auto che magari avevano acquistato in tempi migliori. C’è chi deve pagare gli alimenti, chi ha debiti e prestiti vecchi da onorare.

«Sono tutte persone che senza la nostra struttura correrebbero veramente il rischio di non riuscire a mettere il piatto sul tavolo – dice Lucchesi – Molti di loro si vergognano, oppure sono in uno stato psicologico preoccupante. Ci può essere il padre di famiglia che si sente impotente e frustato, perché non ce la fa a garantire ai suoi la vita di prima».

Alla Prociv, un manipolo di volontari che non si fermano mai. «Ogni giorno, anche quelli di festa, stanno al banco – chiosa Lucchesi – Perché la gente mangia sempre. Abbiamo provato molte volte a fare i turni, ma siamo continuamente in emergenza. Il sabato c’è sempre il pienone. Ci vorrebbe la tranquillità di poter operare, senza dover pensare alle bollette e all’affitto. Stiamo dando un servizio a centinaia di persone, adulti, anziani e bambini. Non possono farcela soltanto con i buoni spesa dati una tantum. Noi riusciamo a distribuire tutto quello che è il “secco”: pasta, olio, verdure, frutta, latte, biscotti, formaggi, tonno, carne. E con il passaparola tutti quelli che sono in difficoltà arrivano qui, e aumentano di numero».l


 

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