Sicurezza
Gli studenti del liceo Lorenzini ribadiscono il no ai container
«Vogliamo una scuola nuova che possa ospitare i ragazzi di tutti gli indirizzi»
PESCIA. «Nei container non andiamo»: gli studenti del Lorenzini incalzano dopo le dichiarazioni del presidente della Provincia Luca Marmo, che ha chiaramente annunciato una fase transitoria in strutture prefabbricate per far fronte all’inagibilità della sede di via Sismondi.
«No ai container, sì a una scuola nuova» dicono i rappresentanti di istituto. In poche parole, ciò che gli studenti del Lorenzini vorrebbero dopo l’ufficializzazione dell’inagibilità della sede centrale, dall’11 giugno prossimo.
«Non ci resta che sperare adesso nella costruzione il prima possibile di una scuola nuova che possa ospitare gli studenti di tutti gli indirizzi in un unico plesso. Un istituto che nel corso della sua storia, dal 1961, ha forgiato il fior fiore delle eccellenze in ogni ambito di studio (dati Eduscopio, nda), oggi si merita una struttura nuova comprensiva di palestra e spazi comuni indispensabili alla vita dello studente. Una delle grandi paure dei ragazzi è proprio quella di perdere, andando nei container, gli spazi comuni necessari alla socialità ,che dopo due anni di didattica a distanza risulta ancor più fondamentale. Altra grande preoccupazione è legata alla rete internet, che nei container non sappiamo se sarà disponibile e in che misura. Negli ultimi anni le scuole sono diventate sempre più 2. 0 e dunque la connessione ad internet è un’esigenza primaria. Tanti dubbi insomma, poche certezze a 10 giorni dalla fine delle attività scolastiche».
Preoccupati soprattutto gli studenti delle quarte che, dopo due anni di dad, finirebbero il proprio percorso in strutture prefabbricate.
Almeno 700 i partecipanti alla manifestazione di sabato mattina, organizzata per protestare contro la chiusura del plesso centrale del liceo Lorenzini per inagibilità. E, soprattutto, contro la possibilità di essere trasferiti in container, che troverebbero spazio nel piazzale a fianco della Lidl. Ad organizzare il corteo, partito da piazza Matteotti, i rappresentanti d’istituto Simone Santo, Lorenzo Dall’Olio, Vittoria Rabissi e Giulia Rossi. Che, a turno, hanno gestito il megafono. “La scuola crolla, gli studenti no” e molti altri striscioni hanno accompagnato la sfilata pacifica fino in piazza Mazzini. Là, ai piedi del palazzo comunale, si è svolto un sit-in andato avanti per oltre due ore. Tutta la cittadinanza era invitata a partecipare.
«Siamo soddisfatti – hanno detto i componenti del comitato spontaneo – di come si è svolta la manifestazione: i ragazzi hanno dimostrato grande maturità e hanno compreso perfettamente la situazione e le responsabilità degli enti locali. Studenti e docenti chiedono una soluzione adeguata e dignitosa in tempi rapidi e, in prospettiva, una nuova sede che possa ospitare tutti gli indirizzi».
Una delegazione di studenti è stata ricevuta in palazzo comunale.
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